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Ticino
SES: "Le nostre linee non sono vetuste!"
Redazione
13 anni fa
La Società Elettrica Sopracenerina risponde alle accuse lanciate dal deputato Massimiliano Robbiani

“Le nostre linee elettriche non sono vetuste, l’investimento nelle valli è superiore alla media”, parola della Società Elettrica Sopracenerina. La SES parte al contrattacco e risponde punto su punto alle accuse lanciate in un’interrogazione dal deputato leghista Massimiliano Robbiani.

Accuse scagliate in seguito all’ondata di maltempo della scorsa settimana, quando a Natale e Santo Stefano a causa delle copiose nevicate alcune zone della Vallemaggia, Val di Blenio e Leventina sono rimaste senza elettricità. Per il deputato leghista questi blackout sarebbero da imputare all’inaffidabilità e alla vecchiaia degli impianti della SES. E anche l’Azienda Elettrica ticinese, che fa parte della holding che ha rilevato le linee elettriche della Sopracenerina ha fatto sapere oggi tramite il proprio direttore Roberto Pronini che alcune linee SES andranno ammodernate. “Ci vorrà un piano decennale” ha affermato Pronini ai microfoni della RSI.

Ma alla SES come detto non ci stanno “Le nostre linee vengono continuamente rinnovate non sono vetuste” afferma a Teleticino Pier Angelo Ceschi membro di direzione della Sopracenerina, e ancora “In questo caso la colpa è da attribuire a nevicate eccezionali e ha riguardato pochi casi isolati, il 3% per essere precisi, e si trattava di abitazioni in alta montagna, abitate in quel periodo a causa delle vacanze invernali” continua.

Robbiani nella sua interrogazione chiede perché allora le linee non vengano interrate per evitare situazioni simili. Pronta la risposta di Ceschi: “Non sempre l’opzione sottoterra è la migliore, esistono problemi anche con i fili interrati, e poi in determinati casi dobbiamo per forza avere delle linee aeree”.

Pier Angelo Ceschi tiene anche a precisare che al contrario di quanto affermato dal deputato leghista, gli investimenti sulle linee vengono fatti e sono tangibili. “Nelle valli investiamo più della cifra d’affari prevista” afferma. E sul discorso dell’aggiornamento ventilato da Pronini, Ceschi tira dritto. “Saremmo contenti di poterlo fare, ma si parla di centinaia di milioni di franchi, dobbiamo aspettare i finanziamenti, anche se probabilmente scatteranno ulteriori interrogazioni, questa volta per i costi proibitivi dell’operazione” ci dice.

Christian Fini

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