
Il consigliere federale Alain Berset ha posto in consultazione un piano nel caso in cui la situazione epidemiologica dovesse peggiorare in Svizzera. Il piano contempla tre pacchetti di misure, con tre gradi di severità, che dipendono essenzialmente da due fattori: l’indice di riproduzione (RT) e l’occupazione dei letti in terapia intensiva. I Cantoni hanno tempo fino a questa sera per prendere posizione, poi il Consiglio federale dovrà decidere che fare. In base ai documenti inviati ai Cantoni, il Governo non prevede di inasprire le misure prima del 28 dicembre. Ma tutto dipenderà dall’evoluzione della situazione dei prossimi giorni. Teleticino ha interpellato il direttore del Dipartimento della sanità Raffaele De Rosa per capire la posizione del Governo ticinese. De Rosa non si è espresso nel dettaglio sulla posizione del Consiglio di Stato, che proprio in queste ore si è chinato sulla questione. Ma a titolo personale ha affermato che la proposta di Berset è “interessante”, soprattutto per riuscire a gestire quelle settimane legate al periodo natalizio, “dove non è semplice effettuare delle consultazioni anche in tempi rapidi per gestire la pandemia”. Il consigliere di Stato ticinese non ha tuttavia escluso che possano essere annunciate “ulteriori misure anche relativamente a breve” e non si è detto contrario a un loro inasprimento. “Importanti riflessioni si impongono” ha ribadito.
Riguardo agli ultimi dati nel nostro Cantone De Rosa osserva che c’è una ripresa dei contagi. “Sappiamo che, con un ritardo di 4-5 giorni, l’aumento dei casi si traduce in un aumento delle ospedalizzazioni e, con un ritardo di ancora alcuni giorni, in una crescita dei ricoveri in cure intense. Tutto questo in un momento in cui le ospedalizzazioni sono già a un livello elevato e la pressione sul personale sanitario negli ospedali è a un livello di allarme”.
Cresce la pressione per un confinamento nazionale
Negli scorsi giorni cinque ospedali universitari di Zurigo hanno scritto al Consiglio federale, parlando di una situazione preoccupante e di terapie intensive al limite. Oggi anche gli esperti della Task Force si sono espressi a favore di un confinamento nazionale. “Le misure attuali non bastano” ha affermato il capo della Task Force Martin Ackermann, invocando la chiusura della ristorazione e di tutte le attività non essenziali. Anche per De Rosa la situazione “è molto preoccupante” e le misure in vigore presentano dei limiti. “La riduzione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi è molto problematica perché crea un effetto imbuto, in cui le persone si concentrano in fasce orarie e in giorni più ristretti, quindi aumenta il rischio di avere contatti stretti e il rischio di contagio. In questo senso queste misure presentano dei limiti”.
Necessari nuovi aiuti
Nel caso in cui venissero implementare nuove misure, occorrerà sostenere economicamente i settori colpiti. È questo quello che rallenta il processo di decisione per provvedimenti più incisivi? “È possibile che questo sia un fattore” risponde De Rosa. “Ma abbiamo visto la disponibilità del Consiglio federale ad aumentare ulteriormente i fondi a favore dei casi di rigore, portandoli da 1 a 2,5 miliardi. Come Dipartimento della sanità abbiamo invitato il Consiglio federale a prevedere aiuti potenziati, che vengano elargiti in tempi rapidi e senza troppa burocrazia”.
L’intervista integrale a De Rosa
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