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Ticino
"Servizio pubblico in pericolo, comuni dite no!"
"Servizio pubblico in pericolo, comuni dite no!"
"Servizio pubblico in pericolo, comuni dite no!"
Redazione
10 anni fa
L'Associazione per la difesa del servizio pubblico rende attenti i Municipi ticinesi sugli accordi TISA e TTIP

L'associazione per la Difesa del servizio pubblico negli scorsi giorni ha trasmesso una lettera e un progetto di risoluzione ai Municipi di Bellinzona, Biasca, Chiasso, Locarno, Lugano e Mendrisio. Nella missiva, la richiesta di prendere posizione ufficialmente, come hanno fatto altre città in Svizzera e all'estero, contro i trattati internazionali TISA e TTIP attualmente in discussione. Secondo l'associazione presieduta da Diego Scacchi, la loro approvazione metterebbe infatti in gravi difficoltà il servizio pubblico.

L'Associazione si occupa e si preoccupa di difendere il servizio pubblico, quali poste, ferrovie, servizi amministrativi, sanitari, sociali e sicurezza, recentemente si è chinata sulle trattative in corso a livello internazionale per la stipulazione di accordi che vanno nella direzione opposta a quella auspicata dai principi difesi sin dalla sua fondazione nel 2000. "Gli accordi - scrivono nel comunicato diffuso ai media oggi - non si limitano a trasformare servizi pubblici essenziali in semplici merci di scambio, ma sottraggono competenze essenziali agli organi istituzionali sia a livello nazionale, che cantonale o comunale. Queste trattative stanno suscitando a livello internazionale crescenti proteste e imponenti manifestazioni, nonché grandi preoccupazioni a livello istituzionale. Molte città, anche svizzere, hanno adottato risoluzioni con le quali si dichiarano contrarie all'adozione di simili accordi."

Per questa ragione i promotori della difesa del servizio pubblico hanno preso contatto con i municipi ticinesi al fine di proporre un'analoga presa di posizione, che metta al centro tre punti su tutti:

  • esprimere preoccupazione per i contenuti di questi accordi che limiterebbero le competenze degli organi istituzionali, nazionali, cantonali e comunali;
  • dichiara la città zona “fuori TISA e TTIP”;
  • invitare le Autorità federali e i deputati alla Camere federali a sospendere le trattative in corso;
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