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Cantonali 2023
"Serve un'analisi della spesa, senza preconcetti. E ottimizzare nell'amministrazione cantonale"
Immagine Ticinonews
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Redazione
3 anni fa
Paolo Caroni, granconsigliere uscente e candidato al Governo per il Centro, ha risposto alle domande di Ticinonews sul futuro dei rapporti con il Plr, sul suo posizionamento politico, su clima e finanze cantonali.

Continua la serie di interviste di Ticinonews ai candidati al Consiglio di Stato. In questo sesto appuntamento è il turno del Centro, rappresentato dal locarnese Paolo Caroni.

Molti osservatori affermano che questa campagna è spenta e noiosa. Lei cosa ne pensa?

"Io non credo che la campagna sia spenta e noiosa: non necessariamente una campagna è accesa solo se si litiga. Una campagna è anche fatta di opinioni e punti di vista. Più che una campagna spenta, questa è una campagna che si profila su determinati argomenti. Pochi giorni fa ero a Matrioska e ci sono stati anche degli scambi abbastanza accesi".

Prima o poi al Centro bisognerà riflettere seriamente se allearsi con il Plr?

"Secondo me sì, è una riflessione che si può fare. Non necessariamente solo con il Plr, anche se forse, su molti temi, è la formazione più affine al mio partito. Io porto l'esperienza della Città di Locarno, dove negli anni abbiamo costruito una certa intesa su alcuni temi, sebbene non su tutti. In Municipio si discuteva, però con il Plr si sono trovate molte convergenze e questo ha permesso di far progredire la città e di portare avanti temi e progetti molto importanti".

Lei vede quindi solo collaborazioni su alcuni temi o qualcosa di più?

"Io vedrei anche qualcosa di più".

Però qualcuno ribatte che alle ultime federali non ha funzionato.

"Non ha funzionato, ma non vuol dire che non potrebbe funzionare in futuro. È una questione di evoluzione. Forse i tempi non erano ancora maturi, forse ci sono state delle scelte strategiche non completamente corrette, ma io sono abbastanza convinto che la strada debba essere questa".

Politicamente lei si sente più vicino a Morisoli o a Fonio?

"È una bella domanda. Io sono profilato piuttosto verso il centro-destra. Giorgio Fonio è mio vicino di banco e scherzosamente c’è chi dice che ci hanno messo vicini per annullarci a vicenda, ma non è così. Su molti temi troviamo sicuramente delle convergenze".

Quindi a Morisoli.

"Forse sì, sono più di centro-destra".

Qual è il suo obiettivo elettorale?

"Evidentemente essere rieletto in Gran Consiglio e fare una buona votazione".

Non prendere il posto di De Rosa?

"Ogni candidato al Consiglio di Stato cerca di fare il meglio possibile, di portare le sue idee e i suoi argomenti. Però bisogna essere realisti. Io credo che De Rosa abbia fatto un ottimo lavoro".

Nelle scorse settimane il Cantone ha presentato il suo nuovo piano energetico e climatico. L'obiettivo è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Lo condivide?

"Sì, ma non a qualsiasi costo. È giusto arrivare alla neutralità climatica ed è giusto prendere tutte le misure possibili per ridurre le emissioni di CO2, ma non a qualsiasi costo. Ci sono anche altre priorità. Gli incentivi vanno bene, qualsiasi misura tecnologica che possa far avanzare in questo ambito va bene, ma tutto ha un costo. Ci deve dunque essere il giusto equilibrio".

Quello delle finanze è un problema grave? E se sì, come intende risolverlo?

"È sicuramente un problema grave. Io ho sostenuto il decreto Morisoli, che ha dato solo una traccia su come ridurre la spesa pubblica. Su questa occorrerà eseguire un’analisi. Bisognerà quindi, senza preconcetti, fare una valutazione delle priorità. Il Cantone oggi ha una miriade di compiti e bisognerà molto serenamente chiedersi: 'Questo tema è prioritario?' Occorrerà ottimizzare all'interno dell'amministrazione, forse accorpando dei servizi, forse rivedendo la distribuzione dei compiti".