
Fabiano Michele Marchesi non è processabile per il reato di incendio intenzionale aggravato. È quanto ha stabilito in serata la corte delle Assise criminali di Lugano chiamata a giudicare il piromane di Lugano. La corte presieduta dal giudice Claudio Zali ha accolto le richieste dell’avvocato difensore Costantino Delogu che - avvalendosi di una perizia giudiziaria – ha ribadito la totale scemata responsabilità del suo cliente per gli incendi dell’agosto del 2009, quando appiccò fuoco a cinque palazzine nel Luganese. Marchesi dunque è stato condannato unicamente per il reato di appropriazione indebita. In particolare per aver sottratto sull’arco di 10 anni circa 100 mila franchi dalle casse della casa serena dove lavorava come contabile. Per questo reato, Marchesi è stato condannato a una pena di 18 mesi sospesi, per consentire una misura terapeutica stazionaria. In mattinata la procuratrice pubblica Clarissa Torricelli, durante una requisitoria durata quasi tre ore, aveva cercato di convincere la corte dell’intenzionalità con cui Marchesi avrebbe appiccato gli incendi. Tesi che non ha convinto la corte. Ricordiamo che Torricelli aveva chiesto una pena detentiva di sei anni e sei mesi.
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