
Alla fine aveva ragione il deputato dell'MpS Matteo Pronzini (ascolta sul sito l'intervista che ha rilasciato oggi a Radio 3i, ndr.). Che con la sua interrogazione al Governo ha scoperchiato il pentolone. E a nulla sono servite le smentite rilasciate dal direttore del CdA dell'istituto Fulvio Pelli. E' infatti confermata la rottura tra Banca Stato e il suo direttore Donato Barbuscia, data per certa settimana scorsa dal Corriere del Ticino. Come riportato dalla RSI, il CdA della banca ha inviato una lettera al Governo, spiegando che il congedo di tre mesi del direttore equivale a un cambiamento alla testa di Banca Stato. Le motivazioni di questa rottura sarebbero da cercare nell'inadeguatezza di Barbuscia nel portare a termine uno dei progetti strategici della banca: l'analisi e lo sviluppo di una nuova piattaforma informatica. "Le notizie che circolano nel settore bancario e tra il personale della banca - scriveva Pronzini nella sua interrogazione al Governo ticinese - danno per certo il fatto che il presidente del consiglio d’amministrazione, avvocato Fulvio Pelli, abbia di fatto silurato Barbuscia dalla direzione generale, sostituendolo con il suo uomo di fiducia, Fabrizio Cieslakiewicz, già suo segretario durante la sua presidenza PLRT. Questo siluramento di Barbuscia sarebbe da ricondurre ai deludenti risultati finanziari degli ultimi anni di BancaStato, alla fallimentare acquisizione di Unicredit (banca di gestione privata con una clientela proveniente dall’est Europa) e della filiale ticinese della Banca cantonale di Lucerna".Nuovo direttore: Cieslakiewicz o un esterno? Direzione a Fabrizio Cieslakiewicz dunque? A quanto pare no, secondo il CdT il nuovo direttore "non dovrebbe provenire dall'organico attuale".Sergi: "Pelli ha mentito a tutti i ticinesi" "Dalle informazioni che pubblicano oggi i giornali - si legge in un comunicato stampa diramato da Giuseppe Sergi dell'MpS - risulterebbe che il Consiglio di Stato è stato informato nella giornata di martedì sulla situazione interna a BancaStato, in particolare sul fatto che il direttore Barbuscia sarebbe stato sfiduciato ed abbandonerà la direzione della banca. Se le cose stanno così (e l'MPS attraverso il suo rappresentante in Parlamento Matteo Pronzini lo aveva ipotizzato già una settimana fa) è evidente che il Consiglio di Amministrazione ed il suo presidente hanno mentito non solo al Consiglio di Stato, ma anche a tutti i ticinesi sulla reale situazione alla testa della banca pubblica cantonale. Essi hanno diramato un comunicato falso, sostenendo che Barbuscia aveva chiesto ed ottenuto un congedo di formazione. Il presidente Pelli, interpellato a seguito dell’interrogazione Pronzini, ha conferma questa versione, mentendo, non foss'altro che per omissione". "E ci pare di poter affermare - aggiunge Sergi - che si continua a mentire. Infatti, stando a questa nuova versione, Barbuscia pagherebbe per la sua incapacità a gestire la implementazione di progetti informatici: ma tutti sanno che in seno a BancaStato tutto il settore delle infrastrutture (comprese quelle informatiche) dipende dalla responsabilità di altri direttori". A questo punto l'MPS ritiene necessario: "che il consiglio d'amministrazione di BancaStato, con alla testa il suo presidente, si dimetta", che nella società ticinese (e non solo nel Parlamento e in governo) "venga avviata una pubblica discussione su quali compiti deve svolgere una banca pubblica cantonale; quale debba essere il suo contributo all'economia del cantone; quali debbano essere i criteri di gestione e di controllo pubblico su questa banca". E infine: "È del tutto evidente che con le dimissioni di Barbuscia e con la crisi nella quale si trova BancaStato appare conclusa, con un fallimento, la svolta voluta - da tutti i partiti - con la revisione della Legge su
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