
Tre anni e sei mesi di carcere. È la pena decisa ieri dalla Corte delle Assise criminali presieduta dal giudice Siro Quadri nei confronti di un 33enne del Bellinzonese coinvolto nel sequestro avvenuto a Giubiasco nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 2021. A incidere però sulla pena, stando a quanto riferisce il Corriere del Ticino, è soprattutto una vicenda legata alla droga.
I fatti
A pesare sulla pena, come accennato, è stato soprattutto il fatto che l’uomo abbia ripreso a spacciare cocaina nonostante una condanna a due anni sospesa condizionalmente, che ora dovrà dunque scontare. Il 33enne ha inoltre compiuto delle piccole truffe su un sito di compravendita online.
La vicenda del sequestro
Ieri in tribunale è stata anche toccata, marginalmente, la vicenda del sequestro. Stando all’atto di accusa, la vittima del sequestro era un giovane 20enne che sarebbe stato forzato da tre persone a salire sull’auto guidata dall’imputato a Locarno in direzione di Giubiasco. I tre, dopo essersi fatti consegnare le chiavi dell’abitazione del 20enne, avrebbero prelevato una cassaforte appartenente al padre della vittima e vari altri oggetti, per una refurtiva di un valore complessivo di oltre 45’000 franchi.

