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Ticino
"Sepolto l'accordo sui frontalieri?"
"Sepolto l'accordo sui frontalieri?"
"Sepolto l'accordo sui frontalieri?"
Redazione
8 anni fa
Chiesa chiede lumi al Consiglio federale sulla ratifica dell'accordo con l'Italia: "Una telenovela gattopardesca"

"Frontalieri, accordo affondato". Questo il titolo odierno de La Regione in merito alla ratifica del testo parafato dalla Svizzera e dall'Italia nel 2015, che sarebbe stata congelata per decisione del Parlamento italiano. Una decisione scattata a seguito di una mozione presentata dai parlamentari del Movimento 5 Stelle Giovanni Currò (Como) e Niccolò Invidia (Varese): "Oltre ad aver ottenuto il blocco della discussione parlamentare sull'accordo che andava a colpire ingiustamente i frontalieri, nell'ambito della manovra di bilancio 2018, in sede di commissione Finanze, abbiamo presentato un emendamento per i sussidi di disoccupazione per i frontalieri" hanno spiegato i giovani parlamentari pentastellati al quotidiano sopracenerino. 

La decisione ha messo in agitazione l'UDC, che ha già presentato, tramite il suo consigliere nazionale Marco Chiesa, un'interrogazione al Consiglio federale. 

"Dando seguito a una mozione di due deputati pentastellati tutto il processo si sarebbe sciolto come neve al sole alla camera dei deputati" sottolinea Chiesa nell'atto parlamentare. "In buona sostanza, dopo anni di negoziazione tra le parti, fiumi di parole, accuse e controaccuse, avanzate e retromarce, tutto rimarrebbe come è allo stato attuale. I frontalieri continueranno a pagare le imposte alla fonte in Svizzera e i Cantoni svizzeri continueranno a riversare i ristorni in Italia. Nelle casse ticinesi mancheranno almeno una dozzina di milioni supplementari e la tassa d’imposta dall’attuale 61,2 per cento non salirà dunque al 70 per cento".

"Siamo forse giunti alla fine di una telenovela gattopardesca dove tutto cambia affinché nulla cambi" commenta il consigliere nazionale democentrista. "E la Svizzera, zelante prima della classe, perde nuovamente la faccia o quanto meno i suoi negoziatori e la nostra classe politica non escono certo con risultati brillanti".

Chiesa sottopone quindi le seguenti domande al Consiglio federale: 

1. Qual è lo stato del processo di sottoscrizione dell’accordo sui frontalieri?

2. Corrisponde al vero che l’accordo sui frontalieri è oramai sepolto e non vi è un barlume di speranza che possa entrare in vigore nei prossimi anni?

3. Qual è la valutazione complessiva del Consiglio federale in merito alla Roadmap stabilita con l’Italia? Vi sono forse ingenuità da attribuire alla nostra delegazione?

4. Quali vantaggi ha ottenuto il nostro Paese dall’Italia e quali contropartite ha effettivamente concesso la Svizzera nell’ambito della Roadmap?

5. Il Consiglio federale intende prendere delle iniziative nei confronti dell’Italia o si accontenta di subire le conseguenze delle scelte di Roma?

6. A suo tempo il Consiglio federale aveva rifiutato di immaginare una compensazione per il Canton Ticino in caso di una mancata sottoscrizione dell’accordo. Il mio Cantone rimarrà dunque con un pugno di mosche in mano?

7. Nella Roadmap si configurava anche l’accesso al mercato finanziario italiano. A che punto siamo su questo fronte? Gli operatori ticinesi possono sperare che a breve tale accesso sia sbloccato? Sono previste pressioni da parte Svizzera nei prossimi tempi affinché l’accesso sia garantito?

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