
Foglie secche, travi per terra, pavimenti scricchiolanti, l'odore di chiuso, il buio. La desolazione di un complesso disabitato da mezzo secolo è tutta lì da vedere all'interno dello stabile ex Ostini, poco distante dal centro di Bellinzona. Eppure da quella desolazione potrebbe sorgere un'opportunità di rilancio per le persone (residenti o di passaggio) che si trovano nel bisogno e senza un tetto. Ma la strada è ancora in salita. Ne è cosciente il presidente della Fondazione Casa Marta Luca Buzzi: ieri il principale promotore ha annunciato che i lavori per la realizzazione del centro di prima accoglienza Casa Marta in quegli spazi non potranno partire a fine agosto come auspicato perché, in sostanza, mancano soldi.
La Fondazione, spiega il Corriere del Ticino, è stata costituita proprio per realizzare la struttura che accoglierebbe temporaneamente 35 persone senza alloggio aggiungendosi al servizio di Casa Astra di Mendrisio, la quale da sola spesso non riesce a rispondere alla domanda di posti. Il preventivo è di circa 4,5 milioni di franchi. Finora ci sono 2 milioni (tramite ipoteca bancaria) e circa 1,1 milioni di donazioni, di cui ben 800'000 franchi messi dai promotori stessi. Partita a fine 2017, la raccolta di fondi ha fruttato finora 50'000 franchi di donazioni singole e 60'000 da parte di fondazioni varie; a cui si aggiungerebbero poi i 200'000 franchi promessi dal Comune, se la costruzione partirà. Insomma: manca ancora più di un milione.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino
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