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Senzatetto, le soluzioni non spettano a Chiasso
Senzatetto, le soluzioni non spettano a Chiasso
Senzatetto, le soluzioni non spettano a Chiasso
Redazione
10 anni fa
Il Municipio ha risposto a Fonio e Bottinelli sui casi dei senzatetto: "Azioni mirate, o interventi di Cantone e terzi"

In data odierna il Municipio di Chiasso ha risposto a due interrogazioni inoltrate nelle scorse settimane, volte a fare luce sulla situazione dei senzatetto nella cittadina di confine.

Giorgio Fonio, a nome del gruppo PPD, aveva proposto di aprire i rifugi della Protezione Civile nei mesi più freddi dell’anno. Una proposta condivisa anche a livello cantonale da un atto parlamentare, ma che secondo l’esecutivo chiassese non concerne le autorità comunali: “Non vi sono le premesse in base alle quali mettere a disposizione le strutture della Protezione civile, che sottostanno ad un ordinamento, di cui non ricorrono qui i requisiti.”

“In favore di situazioni puntuali – scrive il Municipio – possono essere messe in atto soluzioni puntuali di minor dispendio e più mirate, e ciò anche da parte di terzi che non siano l’ente pubblico, come di fatto è avvenuto.”

Una replica che richiama i contenuti di un’altra risposta fornita oggi dall’esecutivo capeggiato da Bruno Arrigoni a Jessica Bottinelli, che chiedeva quale fosse il modus operandi dei servizi sociali di fronte ai casi riguardanti i senzatetto.

“Una ronda pianificata non è prevista, mentre sono all’ordine del giorno contatti fra i diversi servizi ed enti che si occupano sul territorio regionale di persone in difficoltà”, scrive il Municipio sottolineando che in questi mesi freddi non vi è comunque alcun caso di persona che dorme all’aperto. “Senza voler apparire troppo disinvolti o disincantati - aggiunge la risposta odierna - si osserva che il fenomeno di persone in transito che sostano una notte all’interno della stazione FFS è noto e più o meno stabile visto che non vi sono incrementi”. L’esecutivo rimarca che gli individui in questione proseguono la “propria avventura” e non sarebbe quindi necessario allarmare per ogni caso gli operatori sociali, “stante comunque che c’è caso e caso”.

Le autorità municipali considerano infine che “spetti dapprima ai responsabili di Casa Astra stessa informare direttamente i vari enti e le istituzioni come la Polizia, le agenzie di sicurezza o la Polizia ferroviaria, della propria esistenza e dei servizi offerti, oltre alle condizioni di accesso a questa struttura di prima accoglienza”. Casa Astra, precisa infine l’esecutivo, sarà informata di tutto ciò con l’invio di interrogazione e risposta.

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