
La richiesta formulata dai gestori dei comprensori sciistici ticinesi di riaprire le terrazze esterne dei ristoranti è stata accettata dal Gruppo grandi eventi Ticino che, in vista delle imminenti vacanze di carnevale, ha dato il nullaosta per tenerle aperte almeno fino al 21 febbraio (con un massimo di 4 persone per tavolo). Ma non tutti sono inclusi in questa decisione. La denuncia arriva dalla Società Funicolare San Salvatore che, non trattandosi di un comprensorio sciistico, dovrà tenere chiusa la terrazza del suo ristorante per gli avventori che si recheranno in vetta. “Siamo delusi che in questo contesto invernale si siano applicate due pesi e due misure”, sottolinea la società in una nota.
Dallo scorso anno la funicolare apre in inverno, ma quest’anno “si è vista stranamente negare l’opportunità che avrebbe permesso la posa all’esterno di tavoli e sedie sulle terrazze, accogliendo i numerosi visitatori che regolarmente salgono sul “Pan di zucchero” luganese, offrendo loro un minimo di comfort”, scrive la società. Un’opportunità che avrebbe permesso “di godere del servizio take away in quota comodamente seduti nel pieno rispetto delle normative Gastro in vigore”. Questo anche in un periodo in cui la società offre un’agevolazione tariffaria del 50% in funicolare ai residenti in Ticino. “Nella settimana di Carnevale attendiamo anche famiglie con bambini che, contrariamente alle altre destinazioni sciistiche di montagna, non potranno beneficiare di questa offerta, obbligando l’ospite a sostare in piedi e al freddo per consumare un pasto dal take away”.
“Negare questa autorizzazione ad una destinazione che con il suo ristorante si trova a quasi mille metri di altitudine, dove c’è ancora della neve ed è raggiungibile unicamente da una funicolare o a piedi, è assurdo”, denuncia la società. “Da una parte si richiede ad una storica società anonima privata ma di pubblica utilità la destagionalizzazione dell’offerta turistica presente sul territorio. Dall’altra la si danneggia con un trattamento che in questo contesto la penalizza perché non c’è un’attività sciistica. Tutto ciò è veramente incomprensibile e va a detrimento degli sforzi sinora profusi per aprire d’inverno”.
Anche a Cardada terrazze chiuse
La stessa delusione è stata espressa dal presidente del Consiglio d’amministrazione della Cardada impianti turistici (CIT), Luciano Nessi, che ai colleghi de La Regione ha parlato di due pesi e di due misure. “Nella settimana di Carnevale si prevede un buon afflusso di famiglie perché la nostra stazione dispone di due “parchi slitte” solitamente molto ben frequentati. In più, c’è l’offerta delle ciaspolate. Negare le terrazze a chi, come noi, propone delle attività sulla neve, soltanto perché non c’è attività sciistica, è totalmente assurdo”.
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