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Ticino
"Senza IVA e imposta federale diretta sarebbe uno schock"
"Senza IVA e imposta federale diretta sarebbe uno schock"
"Senza IVA e imposta federale diretta sarebbe uno schock"
Redazione
9 anni fa
Il 4 marzo si vota anche sul nuovo ordinamento finanziario 2021. Galli: "Se bocciato, verrebbero a mancare 2/3 delle entrate"

Il prossimo 4 marzo i cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne non solo per l'iniziativa No Billag. In votazione c'è anche il nuovo ordinamento finanziario 2021, che consente alla Confederazione di incassare l'imposta sul valore aggiunto (IVA) e l'imposta federale diretta (IDF) fino al 2035. La proposta implica una modifica della Costituzione federale, per cui deve essere votata. Sia il Consiglio Nazionale che il Consiglio agli Stati hanno approvato l’ordinamento senza opposizioni.

Ticinonews ne ha parlato con il giornalista Giovanni Galli, responsabile della redazione Confederazione del Corriere del Ticino, per approfondire la tematica. 

Signor Galli, cosa implica l’oggetto sul quale andiamo a votare?

"Si tratta di rinnovare per altri quindici anni (2021-2035) la base legale che consente alla Confederazione di prelevare l’IVA e l’Imposta federale diretta. I due tributi rappresentano il 65% delle entrate della Confederazione, assicurando un cespite di 43 miliardi sui 67 totali che Berna incamera per svolgere i suoi compiti. La limitazione temporale delle due imposte è stata introdotta nel 1958. Prima però queste imposte esistevano già sotto un altro nome. L’IVA ad esempio esiste dal 1995, ma è stata introdotta al posto dell'Imposta sulla cifra d’affari (ICA). Alla base di questa situazione particolare ci sono ragioni storiche".

Stando ai sondaggi, il nuovo ordinamento non dovrebbe incontrare particolari ostacoli. Il 69% delle persone interpellate dall’istituto gfs.bern è a favore della proroga...

"In effetti si tratta solo di confermare qualcosa che esiste praticamente da sempre, senza inasprire l’entità del prelievo fiscale".

C'è comunque anche chi si oppone. Il partito up!schweiz ha fondato un comitato contrario: quali sono le motivazioni alla base di questa decisione?

"Up!Schweiz dice di voler frenare la crescita dello Stato, considera l’IFD dannosa per l’economia e vede nell’IVA un’imposta burocratica e pericolosa. D’altra parte, premesso che in Parlamento non ci sono state opposizioni, non mi sorprende che qualcuno cerchi di sfruttare l’occasione per avere quella visibilità che altrimenti non avrebbe".Venissero a mancare queste due imposte, quali altri modi avrebbe la Confederazione per finanziarsi?

"A portata di mano non ne ha. Sarebbe anzi uno schock che paralizzerebbe il Paese. Basta solo immaginare cosa potrebbe accadere se di punto in bianco a tutti i salariati svizzeri venissero tagliate le retribuzioni di due terzi. E visto che un (ipotetico) segnale politico contro certe imposte non può tradursi in nuove imposte, si dovrà giocoforza tagliare brutalmente la spesa pubblica e/o aumentare considerevolmente l’indebitamento, a livello sia federale sia cantonale. Ma è fantapolitica".

Sempre stando al sondaggio di gfs.bern, i più scettici sul nuovo ordinamento finanziario sembrano essere gli svizzero italiani. Solo il 55% è a favore. C’è una spiegazione?

"Non andrei a cercare grosse spiegazioni per un sondaggio effettuato un mese e mezzo prima del voto, su un argomento non controverso e totalmente oscurato da una campagna monopolizzata dall’iniziativa No Billag. L’informazione finora è stata minima se non inesistente. L’opposizione è destinata a ridursi".

Il Parlamento ha dibattuto se fissare un limite temporale per riscuotere le due imposte oppure rinunciarci, optando per la prima opzione. Bisognerà quindi ritornare alle urne. Non è stancante andare a votare sempre sullo stesso tema?

"Diciamo che ogni quindici anni uno sforzo lo si può fare, a maggior ragione se abbinato ad un’altra votazione. Io per primo, in tutta franchezza, non ricordavo di aver già votato su questo tema nel 2004. È anche un esercizio utile per rinfrescare la memoria sulla genesi di queste imposte e sul sistema di finanziamento della Confederazione".

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