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Salute
Sempre più ticinesi allergici ai pollini, si entra nella fase di picco. «Si parla dal 30% al 50% di persone allergiche»
© Shutterstock
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Redazione
8 ore fa
L’incidenza è cresciuta in pochi anni raggiungendo il 50%. In commercio diverse terapie utili, ma attenzione spray vasodilatatori e i test diagnostici veloci.

Nocciolo, ontano a breve anche le betulle: le allergie stagionali sono vicine al loro picco. E con loro i tipici sintomi, vissuti da un numero crescente di persone: dagli starnuti, agli occhi che lacrimano, fino alle difficoltà respiratorie. A confermarci il quadro epidemiologico la dottoressa Eva Pescosolido, specialista in allergologia. «Si parla dal 30% al 50% di persone allergiche: è in effetti un trend in aumento», commenta la dottoressa. «Le cause sono multifattoriali: dal cambiamento climatico che porta a fioriture precoci e più lunghe, l’inquinamento che infiamma le vie respiratorie, esiste anche una Teoria definita 'dell’igiene' che sostiene che, a causa dell’igiene sempre più diffusa, il nostro sistema immunitario tenda ad attivarsi anche per molecole proteiche (contenute nei pollini) che di per sé sarebbero innocue».

Terapie ad hoc per ogni casistica, ma attenzione alle «scorciatoie»

Ma ogni paziente è diverso: c’è chi – sempre più spesso – si porta avanti i sintomi tutto l’anno, chi solo per una parte. Intanto le terapie evolvono offrendo rimedi sempre più efficaci. «Ci sono sicuramente le terapie sintomatiche nel periodo di acutizzazione dei sintomi che possono essere efficaci se fatte bene. Ci sono poi le famose desensibilizzazioni, che sono terapie valide a lungo termine. Infine, ci sono anche nuovi farmaci biologici estremamente efficaci per casi selezionati. Meglio evitare spray vasodilatatori (che generano dipendenza e non risolvono davvero il problema) e i test diagnostici veloci».

Un aiuto anche dal mondo delle app

Un valido alleato oggi deriva anche da alcune app che permettono di indentificare, ad esempio, periodi e aree di fioriture a cui magari fare più attenzione qualora si fosse allergici. «Si tratta di app, tipo Pollen-news, che – comunicando con rilevatori nell’ambiente – sono in grado di segnalare la presenza di certi pollini a cui il paziente è più sensibile … e quindi eventualmente permettere loro di evitare zone con concentrazioni più elevate», conclude la dottoressa.