
Sono in forte aumento gli inerti non riciclabili che ogni anno vengono esportato dal Ticino: nel 2013 il quantitativo di materiale di scavo esportato in Italia era stato di 29'258 metri cubi, nel 2014 di 116'488 metri cubi e nel 2015 di 143'119 metri cubi.
A fornire i dati è il Consiglio di Stato, nella sua risposta a un'interrogazione del deputato PLR Fabio Schnellmann.
Il Governo precisa che si tratta di materiale di scavo limoso/argilloso che per sua natura risulta non essere riciclabile e nemmeno reimpiegabile nell'edilizia a causa delle sue caratteristiche geotecniche insufficienti.
L'aumento di esportazioni registrato negli ultimi anni, spiega il Governo, "deriva dalla scarsità di volumetrie utili in discariche locali in grado di accogliere questo genere di materiale."
Se questi inerti fossero stati depositati in discariche ticinesi, i Comuni interessati avrebbero incassato in tre anni circa 160'000 franchi, il Cantone 480'000 franchi e la Confederazione 1'430'000 franchi, soldi che invece sono finiti in Italia.
È previsto un ampliamento delle volumetrie disponibili in Ticino, grazie alla terza tappa della discarica di Stabio. Ma il Consiglio di Stato spiega che l'apertura di questa discarica, che potrà accogliere circa un terzo degli inerti attualmente esportati in Italia, potrà avvenire solo una volta concluse le necessarie procedure pianificatorie ed edilizie, tuttora in corso.
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