Sempre più classi inclusive in Ticino
Ticinonews si è recata all’Istituto scolastico di Cugnasco-Gerra, in una classe dove vengono accolti alunni con bisogni educativi speciali
di LM/daco
Sempre più classi inclusive in Ticino

Sono attualmente 33 le classi inclusive in Ticino, ben 11 in più rispetto allo scorso anno scolastico 2020/2021. In queste classi vengono accolti alunni con bisogni educativi speciali, “che non hanno la necessità di lavorare in gruppi ridotti, non avendo problemi di interazione importanti, ma che anzi, possono approfittare degli scambi coi loro pari”, all’esterno dunque delle tradizionali classi speciali, spiega il capo sezione Pedagogia Speciale del Decs Mattia Mengoni.

Un’offerta in crescita
L’esperienza delle classi inclusive, cominciata nel nostro Cantone nel 2011, è stata ampliata nel corso degli anni: oggi in Ticino si contano 15 classi inclusive alla scuola dell’infanzia, 14 alle elementari e quattro alle media. Il Dipartimento ambisce tuttavia a estendere ulteriormente l’offerta. Anche per questo motivo, a settembre ha preso il via al Dfa un nuovo Master in Pedagogia specializzata e didattica inclusiva. “L’obiettivo è coinvolgere l’intera classe, non rivolgere le attenzioni ai singoli allievi”, sottolinea la responsabile Laura Rusconi.

Parola-chiave: “differenziazione”
Per osservare la realtà di queste classi, Ticinonews si è recata all’Istituto scolastico di Cugnasco-Gerra, ospite della classe inclusiva delle docenti Alessia Fabiano, titolare, e Lara Bonetti, responsabile per la pedagogia speciale, dove nemmeno ci si accorge che sono presenti tre alunni con bisogni educativi speciali. “La parola d’ordine è differenziazione: ciò vale per tutti e permette di non percepire discrepanze tra i due percorsi”, spiegano. Il progetto, che prevede una co-docenza, ha preso il via a Cugnasco-Gerra lo scorso anno. “All’inizio c’è stata qualche titubanza”, confessa Lucia Arcioni, direttrice dell’Istituto scolastico di Cugnasco-Gerra, “ma col tempo i dubbi hanno trovato le risposte di cui avevano bisogno. Spero proprio che questa prima esperienza non sia l’ultima!”

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