
Matteo Cheda, coreferendista per il NO al semisvincolo autostradale di Bellinzona, ha inoltrato ricorso al Gran Consiglio contro la votazione popolare dello scorso 23 settembre. In quell’occasione i cittadini ticinesi avevano approvato il credito per la progettazione della nuova uscita autostradale. Secondo Matteo Cheda, come già riferito, il comune di Giubiasco avrebbe finanziato in parte la campagna a favore dell’opera viaria. Questa cosa non sarebbe permessa, sempre secondo Cheda. Oggi però, come riporta laRegione, si viene a sapere che ci sono altri sei comuni che hanno finanziato la campagna. Si tratta di Sementina, Camorino, Sant’Antonino, Cadenazzo, Gorduno e Pianezzo per cifre che oscillano tra i 500 e i 10'000 franchi per un totale di 47'500 franchi, compresi quelli di Giubiasco che aveva contribuito con ventimila franchi. Questo nuovo fatto potrebbe portare acqua al mulino di Cheda, il quale ritiene che lo scarto minimo tra SÌ e NO, possa giustificare una ripetizione del voto, che sarebbe stato condizionato anche dai finanziamenti dei comuni in questione. Secondo Cheda gli slogan a favore del semisvincolo che si potevano leggere per le strade “si distanziano dai requisiti di sobrietà istituzionale richiesti ad un ente pubblico”.
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