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Semisvincolo: "I referendisti sfruttano i servizi dello Stato?"
Semisvincolo: "I referendisti sfruttano i servizi dello Stato?"
Semisvincolo: "I referendisti sfruttano i servizi dello Stato?"
Redazione
9 anni fa
Galusero interroga il Governo sulle pratiche utilizzate per raccogliere firme: "2 franchi ai disoccupati presso gli URC?"

Dopo la polemica sulla raccolta firme a pagamento contro il semisvincolo di Bellinzona (vedi articoli suggeriti), ora ne spunta un'altra, evidenziata dal deputato Giorgio Galusero in un'interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato. 

"La raccolta delle firme contro il semisvincolo di Bellinzona, già approvato una volta in votazione popolare, non risparmia sorprese e dopo che nelle scorse settimane è emerso che i referendisti ricorrono sistematicamente, con tanto di annunci pubblicitari per la ricerca di interessati, all’utilizzo di raccoglitori di firme a pagamento, sembrerebbe che ora, non paghi, vadano anche a utilizzare i servizi dello Stato" scrive il deputato PLR nel suo atto parlamentare. 

"In effetti la ricerca si è estesa presso gli uffici regionali di collocamento (nel caso segnalatoci si tratterebbe di quello di Chiasso) dove si comunica che si pagheranno due franchi a firma" sottolinea Galusero. "Una pratica questa che se confermata chiarirebbe come pur di raggiungere il proprio scopo parte dei referendisti non solo sarebbero disponibili a pagare (pratica in sé già discutibile) ma addirittura proprio a cercare di rivolgersi laddove le persone sono più in difficoltà e quindi probabilmente anche disponibili in un qualche modo a prestarsi a fare qualcosa in cui non credono a causa di uno stato di necessità. Un atteggiamento quanto mai discutibile sotto diversi profili".

Se fosse vero, sottolinea Galusero, una simile eventualità "sarebbe grave" visto che si tratta di uffici dell'amministrazione cantonale. 

Galusero chiede dunque se questa eventualità corrisponde al vero e in caso affermativo, qual'è la prassi con questo genere di richieste e con che modalità vengono effettuate le proposte ai disoccupati. Inoltre, se questo tipo di pratica non fosse autorizzata, chiede come intende il Consiglio di Stato intervenire nei confronti degli uffici, dei funzionari interessati nonché dei promotori di queste proposte. 

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