
Giubiasco non ci sta. E ritiene "inconcepibile che nell’anno 2012 si possa ancora prospettare un referendum sul semisvincolo autostradale A2 di Bellinzona sud, dopo l’approfondito esercizio condotto nell’ultimo decennio per coordinare la politica regionale dei trasporti (che mira al promovimento del traffico pubblico e di quello lento nell’agglomerato, alleggerendo le strade dal traffico privato), con quella degli insediamenti. Come si ricorderà, neppure un mese fa (dicembre 2011), il Consiglio di Stato ha approvato e trasmesso all’Autorità federale il Programma d’agglomerato del Bellinzonese (PAB), che contiene proprio le misure atte a raggiungere questo obiettivo". Lo comunica il Municipio con una nota stampa.E ancora: "Per promuovere il traffico pubblico è però indispensabile ridurre il traffico privato all’interno dell’agglomerato: proprio per questo, il semisvincolo autostradale è affiancato dalla realizzazione di un autosilo di attestamento in via Tatti. E i veicoli fermi, a motore spento, in questo posteggio di attestamento, sono di gran lunga preferibili a quelli fermi, a motore acceso, nelle colonne che intasano le strade del Bellinzonese". Il Municipio ricorda che "le misure coordinate per la gestione del traffico, ora contenute nel PAB, sono state proposte dopo avere esaminato e scartato altri scenari. Uno di questi riguardava la realizzazione di posteggi Park & Ride nei pressi dei semisvincoli autostradali a sud e a nord di Bellinzona: scenario, questo, già approfondito e scartato negli anni Novanta poiché, per essere efficace, “implica l’attuazione di misure giuridicamente, tecnicamente, politicamente e finanziariamente difficilmente sostenibili”. Si veda in proposito il Rapporto finale sul Piano regionale dei trasporti del Bellinzonese, presentato dalla Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese nel marzo 1998". Rinunciare al semisvincolo oggi, significherebbe quindi "congestionare ancora a lungo il traffico nell’agglomerato del Bellinzonese, così come sta avvenendo per il traffico verso il Locarnese. Ciò significherebbe puntare verso il collasso generalizzato del traffico nelle ore di punta, con la conseguente necessità di adottare misure transitorie che, oltre a non risolvere definitivamente i disagi del traffico, accumulerebbero costi non indifferenti". Il Municipio ricorda infine che il piano dei trasporti del Bellinzonese, ora ripreso nel PAB, e il piano viario di Bellinzona, "contengono non pochi provvedimenti anche per il promovimento del traffico lento, come le due passerelle pedonabili e ciclabili già realizzate sul fiume Ticino, a monte e a valle della città".
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