
Anche i Verdi del Ticino hanno volute replicare alla polemica sulla presunta raccolta firme a pagamento, sorta ieri dopo la pubblicazione di un comunicato stampa del Movimento per il socialismo (MPS).
Il movimento conferma che la raccolta firme è fatta "e sempre sarà fatta" su base volontaria. "Cogliamo l'occasione per ringraziare di cuore tutte le persone che si sono messe a disposizione donando parte del loro prezioso tempo libero", si legge nella nota dei Verdi.
"Le modalità di raccolta firme nel caso di associazioni o singoli privati che vogliono contribuire alla riuscita del referendum sono di loro competenza, nel rispetto della legge vigente, e non possono essere da noi influenzate - puntualizzano gli ecologisti - Una collaborazione puntuale su temi specifici condivisi, è da sempre la nostra impostazione di far politica. Per i verdi del Ticino è fondamentale anteporre l'importanza dei temi rispetto a pericolosi formalismi ideologici. I Verdi del Ticino si distinguono per il loro dinamismo e per non volersi fossilizzare su dubbie posizioni moralizzatrici".
"Il rispetto dell'ambiente, una visione di mobilità diversa per i ticinesi, sono gli elementi che ci spronano a combattere il progetto di semisvicolo di Bellinzona. Un progetto faraonico, nato vecchio e che sicuramente non porta soluzioni innovative per risolvere i problemi della mobilità che attanagliano il nostro Cantone", conclude il movimento.
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