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Ticino
Sementina, casi presi alla leggera
© CdT/Gabriele Putzu
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Redazione
4 anni fa
È quanto emerge dai decreti d’accusa emessi nei confronti dei tre dirigenti della casa anziani bellinzonese, fra tamponi tardivi e mancato isolamento di ospiti positivi al coronavirus

Sintomi degli anziani ospiti ignorati, tamponi non effettuati o eseguiti troppo tardi, mancato isolamento di residenti positivi e attività comuni che non avrebbero dovuto svolgersi in ottemperanza alle ordinanze allora in vigore. Sono queste le violazioni che emergono nei decreti d’accusa emanati nei confronti del direttore amministrativo, della direttrice sanitaria e dell’ex capocure della casa anziani Circolo del Ticino di Sementina. I decreti sono stati visionati dalla Rsi e dalla Regione, che ne riferiscono il contenuto.

Quasi una ventina i casi sottovalutati
Già a inizio marzo 2020, le disposizioni sanitarie emanate dal Cantone prevedevano l’isolamento e il tampone su tutti i residenti delle case di riposo di età superiore a 65 anni e che presentavano difficoltà respiratorie o febbre. Stando alla procuratrice pubblica Pamela Pedretti, responsabile dell’inchiesta, fra il 13 marzo e il 17 aprile 2020 nella casa anziani sarebbero stati ignorati o sottovalutati quasi una ventina di casi che avrebbero richiesto isolamento e test, fra tamponi eseguiti anche con una o due settimane di ritardo e ospiti positivi che hanno continuato a eseguire attività in comune con gli altri residenti.

Alto numero di decessi
I decreti d’accusa, emessi per ripetuta contravvenzione alla Legge federale sulla lotta contro le malattie trasmissibili dell’essere umano (caduta nel frattempo l’accusa più grave di omicidio colposo, inizialmente ipotizzata), sono – come noto – stati impugnati dai tre dirigenti della casa anziani, che andranno così a processo. La posizione peggiore è quella della direttrice sanitaria. Durante la prima ondata di Covid erano morti 21 pazienti dell’istituto.

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