
Un sisma di magnitudo 6.1 ha scosso nella notte Managua, privando la capitale del Nicaragua della luce e dei collegamenti telefonici. Quattordici persone sono rimaste ferite e 89 case risultano distrutte, secondo l'Istituto di geofisica degli Stati Uniti.
Alessandra Gianella, aiuto medico ticinese che per conto dell'associazione AMCA è giunta qualche giorno fa in Nicaragua, dove si trova anche il medico Franco Cavalli, ha raccontato questi momenti di brivido ai microfoni di Radio 3i.
"Erano le 5.27 ora locale, io stavo per iniziare a preparare la cena e ad un certo punto ha iniziato a muoversi la terra. Sembrava di essere in barca con il mare mosso. Ci siamo ritrovati tutti sotto il cornicione della porta, che qua dicono essere il posto più sicuro, e dopo un minuto e mezzo di panico, durante il quale è saltata la corrente, siamo usciti in strada."
La giovane ticinese spiega che, fortunatamente, nella sua zona non vi sono stati crolli e nessuno è rimasto ferito. La paura è comunque sempre presente.
"Stiamo cercando di dormire perché ormai non possiamo fare niente, ma restiamo vestiti con il telefonino, la torcia e le chiavi in mano nel caso dovessimo uscire."
Ascolta l'intervista integrale nell'audio allegato.
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