
Riceviamo e pubblichiamo la presa di posizione del Comitato distrettuale del PPD Locarnese sulla tematica dei semafori sul Piano di Magadino:
"Il Comitato distrettuale del PPD Locarnese dice NO ad altri 3.3 mio. per la semaforizzazione sul Piano di Magadino ed è assolutamente contrario a minacce, intimazioni e forzature come quella del doppio voto in Parlamento.
A pochi giorni dal lancio del referendum “Basta sprechi: No ai semafori sul Piano di Magadino” con il quale si vorrebbe dar voce al popolo ticinese su questo argomento, anche il Comitato distrettuale PPD del locarnese, vista la stretta prossimità al problema in discussione, desidera esprimersi contrario con le stesse motivazioni palesemente palpabili nell’aria e raccolte per strada ormai sulla bocca di tutti.
Innanzitutto deploriamo con fermezza le intimazioni, le minacce o quant altro rivolte in forma anonima ad un Deputato locarnese per il tramite del nostro Presidente cantonale, ancor prima che la raccolta firme iniziasse. Indipendentemente dalla casacca partitica che lo stesso indossa, ci chiediamo, come mai nessuno dei suoi colleghi Deputati locarnesi si sia quantomeno indignato ed abbia reagito in difesa pubblicamente, se non sua, perlomeno della Democrazia. Se si accetta che colui che la pensa diversamente venga “messo alla gogna” con toni e soprattutto metodi simili (l’anonimato, a nostro avviso, appare come la forma di espressione di chi non è sicuro nemmeno di se stesso), ecco che allora così agendo, diamo inizio alla fine.
Ritornando al messaggio del Governo, quali interessi si nascondono dietro questo progetto visto che si è voluto persino far ritornare sui propri passi il Parlamento cantonale a soli pochi mesi di distanza da un precedente rifiuto. Una prassi questa, a memoria nostra, praticamente mai usata dagli Esecutivi sia cantonali che federali e nemmeno comunali se non che, vi sia un’estrema urgenza. Senza voler malignare, ma questa incomprensibile insistenza ci appare come un capriccio di chi proprio non vuole perdere o perlomeno di chi del responso di un primo voto legittimo, se ne fa un baffo calpestando le basilari regole della Democrazia. Immaginiamoci quale confusione si verrebbe a creare nell’opinione pubblica se ogni volta che un Messaggio in un Legislativo non prendesse i necessari consensi, si procedesse ad oltranza fino all’accettazione dello stesso.
Quindi, ci chiediamo – a titolo di paragone – come si possa guarire una profonda ferita da taglio con un cerotto, invece di un’adeguata sutura. Il Governo, proponendo questa soluzione di semaforizzazione, si ostina a non capire che con questo “cerotto”, al di là dei pareri molto opinabili di certi specialisti, non risolverà e nemmeno migliorerà l’annoso problema del traffico regionale.
Infine ci chiediamo pure come mai i Deputati del locarnese favorevoli al Progetto (in particolare colui che a fine carriera insistentemente si è adoperato affinché a breve la votazione si ripetesse), nell’esprimersi con il loro voto, hanno completamente dimenticato di rappresentare il popolo che sicuramente non si sarebbe espresso in questo modo. Sappiate perlomeno che così agendo, non ci avete per nulla fatto un favore. Aprile 2019 è ormai alle porte".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

