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Ticino
Semafori sul Piano, lanciato il referendum
Semafori sul Piano, lanciato il referendum
Semafori sul Piano, lanciato il referendum
Redazione
8 anni fa
Nonostante la lettera di minacce, Passalia e altri deputati lanciano la raccolta firme contro l'eliminazione delle rotonde

Chi la percorre giornalmente lo sa bene: la tirata tra Quartino e Cadenazzo è tra le più intasate del Cantone. Ma per il Comitato interpartitico “Basta sprechi” la soluzione non è quella appena approvata da Governo e Parlamento, ovvero semafori intelligenti al posto delle tre rotonde di Contone e Quartino, per un costo di 3,3 milioni.

"Qualcuno nelle scorse settimane ha detto che tentare non nuoce" ha dichiarato il deputato PPD Marco Passalia ai microfoni di TeleTicino. "Io non sono d'accordo, con i soldi pubblici non si scherza. Sono risorse preziose che vanno investite in altro modo. Sappiamo bene che le uniche vere soluzioni su questa tratta sono innanzitutto il collegamento veloce e i treni, la realizzazione finale del grande progetto AlpTransit".

Partita dunque ufficialmente la raccolta firme contro il progetto che, si legge nel messaggio governativo, “secondo i modelli del traffico proiettati” dovrebbe dimezzare i tempi di percorrenza.

"Fare delle simulazioni su situazioni di saturazione è molto difficile" replica il deputato PS Bruno Storni. "Intanto non abbiamo la possibilità di credere a questa simulazione. Se funzionasse è un piccolo aumento della capacità dell'ordine di 50/100 macchine all'ora per direzione per rapporto a una strada che adesso, per direzione, ha delle punte di 1200 veicoli all'ora".

Ma, contrariamente alla Galleria di base del Ceneri, il collegamento veloce A2-A13 non è proprio agendato per dopo domani. Ma il comitato fa notare che i semafori potrebbero ritardarlo ancora di più, visto che questa tratta nel 2020 passerà nelle mani dell’Ufficio federale delle strade.

"Se ci mettiamo a lavorare un anno prima che diventi di proprietà della Confederazione, effettivamente mi chiedo cosa decideranno" sottolinea Cleto Ferrari. "In Svizzera abbiamo 22 tracciati in concorrenza per essere realizzati in tempi brevi e rischiamo di slittare in fondo. Non possiamo prendere solo il tratto delle 3 rotonde e pensare di risolvere il problema viario del Locarnese. C'è tutta l'altra sponda, c'è il Gambarogno. Un argomento vitale per il Locarnese e il Ticino che è trattato con una leggerezza che ci sorprende".

E ora i referendisti hanno tempo fino a febbraio per raccogliere 7mila firme. In barba alle feste e alle lettere anonime pro semafori mostrate nei giorni scorsi sui social dal presidente PPD Fiorenzo Dadò (vedi articoli suggeriti). 

"Bisogna andare avanti e continuare a sentire quello che i cittadini pensano e quindi, come in questo caso, dopo aver organizzato una serata pubblica ,lanciata su Facebook, ci siamo trovati e abbiamo deciso di andare avanti con il referendum" ha concluso Passalia.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino

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