
“Nella misura in cui le concessioni allontanano il pericolo della lista nera salvaguardando la sostanza e le particolarità del segreto bancario – ci dice il presidente del PPD Giovanni Jelmini - le concessioni del consiglio federale possono essere condivise”. “Non dobbiamo mollare. Il consiglio federale – commenta il leader della Lega dei Ticinesi Giuliano Bignasca - vada a quel paese. Si vede che al Governo piace essere sodomizzato dall’estero. In ogni caso in Svizzera comanda prima il popolo, poi le banche ed eventualmente il Consiglio federale. Ma secondo voi se l’Italia ci manda le prove per 4 milioni di evasori noi cosa facciamo? Non penserete mica che gli daremo i nomi. Al massimo faremo un bel falò. Quindi quello del Governo svizzero è solo un bla, bla. Deve essere il popolo a decidere. E lo farà con la nostra iniziativa di ancorare il segreto bancario nella Costituzione”. “Era abbastanza evidente che prima o poi si arrivasse qui”, ci dice il presidente del PS Manuele Bertoli. “Peccato farlo ora, sotto pressione esterna, piuttosto che per volontà propria. I prossimi mesi ci chiariranno comunque un equivoco di fondo: ci diranno se noi svizzeri siamo bravi a gestire la finanza, come penso io, o se invece sfruttiamo solo in vantaggi derivati dal segreto bancario”. “Come al solito siamo più solleciti di quanto ci era stato richiesto”, afferma il presidente dell’UDC Pierre Rusconi. Merz ha sottolineato che il segreto bancario continuerà tuttavia a sussistere. Il governo respinge infatti con la massima fermezza uno scambio automatico d'informazioni. “Ci mancava solo - chiude Rusconi - che la collaborazione avvenisse in maniera automatica”. “Mi sembra - ci dice il coordinatore dei Verdi Sergio Savoia - una decisione ragionevole ed inevitabile. E’ un tentativo di evitare il peggio. Ed è anche un po’ tardivo, come tentativo”."Per me - ci dice infine il presidente del PLR Giovanni Merlini - quello che conta non sono le dichiarazioni della Confederazione. Ma quelli che saranno i risultati concreti dei negoziati futuri e delle decisioni che prenderà il Parlamento. E per me quello che conta è che alla fine di questo esercizio non si giunga allo scambio automatico delle informazioni. E che la Svizzera non figuri sulla lista dei paradisi fiscali. Perché ciò la esporrebbe a ritorsioni economiche da parte degli altri stati che hanno piazze finanziarie concorrenti. E’ fondamentale che le informazioni vengano rilasciate nell’ambito dei canali procedurali previsti dai trattati sull’assistenza amministrativa e giudiziaria. E che non vengano ottenute attraverso altri canali, per esempio addirittura attraverso i servizi segreti come per esempio nel caso della Germania. E’ importante inoltre che, se bisogna avvicinarsi alle regole dell’OCSE, queste regole valgano poi anche per singoli stati dell’America, come per esempio le Bahamas, per i territori dell’UK, come pure per Singapore, Hong Kong e per i trust di diritto anglosassone. E’ infine importante rispettare le regole dello stato di diritto, nel senso che l’assistenza viene fornita unicamente in presenza di sospetti concreti e fondati nei confronti di isolati clienti impedendo qualsiasi fishing expedition da parte di autorità fiscali straniere".[email protected]
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