
Il Consiglio di Stato ticinese - rispondendo ad un'interrogazione inoltrata lo scorso 17 giugno dal deputato leghista Lorenzo Quadri - si dice "perplesso" sull'iniziativa di Lega dei Ticinesi ed UDC Ticino che chiede l'inserimento del segreto bancario nella Costituzione federale.Secondo i sostenitori dell'iniziativa ancorare il segreto bancario nel testo fondamentale della Confederazione significa tutelare gli interessi della piazza finanziaria svizzera. Secondo il Governo ticinese vi sono invece "delle perplessità" sul "tenore puntuale del testo costituzionale". E ci sono perplessità pure "sulla reale efficacia di un'iscrizione del principio" quanto "ad una maggiore e migliore difesa sul piano delle relazioni internazionali"."Ciò non di meno - aggiunge il Governo - l'iniziativa ha il pregio di ribadire, seppur in modo non convincente, la volontà di tutelare un principio e un diritto fondamentale - la tutela della sfera privata delle persone - e permetterebbe alle competenti autorità federali di riflettere nuovamente sulla possibilità di elaborare un controprogetto indiretto meglio ideato". "In questo senso - prosegue la nota governativa - il Consiglio di Stato non considera negativamente l'iniziativa popolare in questione".Il Governo conferma con questa risposta "la prassi del volersi astenere dal prendere posizione "durante la fase di raccolta firme su iniziative e referendum", e non eslcude in caso di riuscita dell'iniziativa nuove "possibilità di intervento".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

