
Dopo l'ovvia soddisfazione in casa leghista per l'approvazione del postulato di Lorenzo Quadri che chiede di studiare gli effetti di un'eventuale tassazione dei frontalieri in base all'aliquota italiana, anche il PLR commenta l'esito del voto odierno del Consiglio nazionale. "Il voto dimostra l’accresciuta sensibilità della Camera del popolo per una più equa e meno attrattiva imposizione fiscale dei frontalieri italiani che lavorano in Ticino. Un’esigenza importante che il Partito liberale radicale ha fatto valere anche con un’iniziativa cantonale e una petizione popolare".
Il partito ribadisce il suo obiettivo di disdire l'accordo sui frontalieri, un passo giudicato necessario per poter ridefinire i rapporti fiscali con la vicina penisola. "Il Consiglio federale in diverse occasioni ha mostrato di non essere in chiaro sulla situazione attuale; in particolare, rispondendo a due quesiti posti da Giovanni Merlini, ha confermato di non essere al corrente di alcune misure che l’Italia sta applicando in via unilaterale che causano problemi all’economia svizzera. Con la decisione odierna, il Parlamento ha indicato al Consiglio federale come la tematica debba essere affrontata con maggiore incisività esplorando anche possibilità che fino ad oggi sono state scartate".
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