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Segnalare stranieri senza documenti? 'Troppi costi scoperti'
Segnalare stranieri senza documenti? 'Troppi costi scoperti'
Segnalare stranieri senza documenti? 'Troppi costi scoperti'
Redazione
7 anni fa
Lo scritto inviato ai pronto soccorso serve a risalire all'ente assicurativo preposto a rimborsare le cure per non gravare eccessivamente USSI e EOC

No, lo scritto inviato a fine agosto dal Dipartimento sanità e socialità (DSS) ai pronto soccorso degli ospedali del Cantone in cui si invitava a "segnalare per l'identificazione" persone prive di documenti, "presumibili richiedenti l’asilo, stranieri in transito o persone sospette" che si presentano alla struttura sanitaria non è una richiesta di delazione in ambito sanitario bensì "un'indicazione per agevolare la corretta fatturazione delle prestazioni sanitarie", ovvero per risalire all’ente assicurativo preposto al finanziamento delle cure ambulatoriali ricevute da queste persone. Lo ha precisato negli scorsi giorni il Consiglio di Stato nella sua risposta all'interrogazione presentata il 10 dicembre scorso dal deputato PLR Matteo Quadranti (vedi articolo sugerito). 

Nella fattispecie “si tratta di questioni prettamente contabili-amministrative che non hanno visto il coinvolgimento dei Governo. L’iniziativa “non è stata condivisa con altri Dipartimenti” e “non è assolutamente intenzione dell’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (USSI) interferire in questioni di tipo medico-sanitario, né legate alla protezione dei dati”. È stato infatti lo stesso Ente ospedaliero cantonale (EOC) a sollecitare un intervento del DSS avendo accumulato importanti costi sanitari rimasti scoperti. Per gli stranieri in transito tali costi ammontano a circa 500'000-600'000 franchi annui, mentre per i sans papier l’importo è di circa 230'000 franchi annui.

Una nuova nuova modalità di riconoscimento

Un’accordo in vigore dagli anni ’90 prevedeva, unicamente per gli stranieri in transito, un riconoscimento forfettario di massimo 300'000 franchi annui, mentre per la seconda categoria non era previsto alcun indennizzo. Tenuto conto dell’evoluzione del fenomeno e ritenuta l’esigenza di favorire l’EOC nel recupero di questi costi “è stato concordato con l’Ente un riconoscimento forfettario retroattivo dei costi rimasti scoperti inerenti ai sans papier ed è stata definita una nuova modalità di riconoscimento per entrambe le tipologie, approvata poi dal Consiglio di Stato con risoluzione governativa n. 3586 del 22 agosto 2018”. Tale risoluzione prevede che l’EOC attui tutte le procedure possibili per recuperare i crediti scoperti prima di formulare una richiesta di presa a carico da parte dell’USSI, in modo tale da ridurre il numero di fatture che secondo i nuovi accordi devono essere riconosciute dall’Ufficio (80%, il restante 20% viene riconosciuto dall’EOC).

“Proprio per questo motivo negli scorsi mesi sono state date alla contabilità dell’Ente delle indicazioni su come procedere per agevolare una corretta fatturazione delle prestazioni erogate", si legge nella risposta governativa”. Lo scopo delle indicazioni era "unicamente quello di risalire al garante delle prestazioni per i pazienti stranieri in transito, per i quali l’identificazione da parte dell’ente preposto al finanziamento delle cure ambulatoriali e stazionarie risulta a volte complessa". Questo allo scopo di veder attribuite le prestazioni, se non fatturabili direttamente al paziente, all’ente assicurativo preposto a tale incombenza in base alla legislazione vigente, così da ridurre il numero di fatture che devono essere incluse, in caso di assenza di alternative, nel budget dell’USSI e dell’EOC.

Infine, il Consiglio di Stato ha spiegato che non si è ritenuto necessario effettuare alcun approfondimento giuridico sulla questione in quanto “non si trattava di una circolare ma piuttosto di indicazioni per sensibilizzare l’EOC a intraprendere i passi necessari per agevolare la corretta fatturazione delle prestazioni sanitarie”.

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