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“Segnalare i radar? Spero Gobbi sia d’accordo”
“Segnalare i radar? Spero Gobbi sia d’accordo”
“Segnalare i radar? Spero Gobbi sia d’accordo”
Redazione
10 anni fa
I quattro capogruppo in Gran Consiglio si sono scontrati sul tema dei controlli stradali. Dadò: "Basta fare cassetta"

La puntata di Piazza del Corriere, moderata da Gianni Righinetti, questa sera si è aperta sulle abitudini automobilistiche dei quattro capogruppo in Gran Consiglio Alex Farinelli (PLR), Fiorenzo Dadò (PPD), Daniele Caverzasio (Lega) e Ivo Durisch (PS). Questo perché al centro del dibattito vi erano le decisioni scaturite dalla Commissione della Gestione, chiamata a dar seguito a una mozione di Fiorenzo Dadò e Marco Chiesa che chiede “maggiore prevenzione e meno cassetta” nell’ambito dei controlli radar. La maggioranza dei commissari (Lega, La Destra e PPD) ha sottoscritto il rapporto elaborato da Fabio Badasci che chiede di introdurre l’obbligo di segnalare i radar mobili, diminuire i controlli di velocità sulle strade e suddividere in maniera più chiara le competenze tra le polizie comunali e cantonali. Ma ha trovato l’opposizione di PLR e PS (Verdi astenuti). Una spaccatura che si è confermata nei diversi rappresentanti di partito ospiti in studio questa sera.

“L’obiettivo è di fare prevenzione e che non ci sia persecuzione nei confronti degli automobilisti” ha sottolineato Dadò a inizio puntata. Ma per i rappresentanti di PS e PLR segnalare i radar mobili vanifica lo scopo preventivo dei controlli.

“I dati mostrano che le multe per infrazione ai posti fissi sono del 0,5%, mentre quelle per i radar mobili del 15%” ha dichiarato Farinelli, secondo cui segnalare quindi non è una buona idea, visto che l’automobilista pigia l’acceleratore una volta superata la postazione. Le due forme di controllo seguono poi filosofie diverse, ha aggiunto: “Quelli fissi sono posizionati in un’area dove c’è pericolo, lo scopo è quindi quello di evitare rischi; quelli mobili hanno lo scopo di spingere alla prudenza, visto che tutti potenzialmente possono essere oggetto di controlli”.

Per Durisch la dissuasione passa dall’effetto punitivo della multa: “Se ricevo una sanzione per infrazione alla velocità, eviterò di farla una seconda volta piuttosto che se vedo un cartello che mi segnala un radar mobile”.

Caverzasio allora ha abbordato il tema dei costi: “Con Via Sicura, si va ben oltre all’effetto dissuasivo della multa”, riferendosi alle alte cifre che è costretto a pagare chi pigia troppo il pedale. A tal proposito Dadò ha ricordato che nei conti cantonali si sono registrati 5 milioni in più dopo l’inasprimento della legge. Argomento contro il quale ha contrattaccato Farinelli: “Se si ritiene che le sanzioni sono troppo alte, bisogna cambiare la legge, ma non eliminare i controlli”.

I quattro capogruppo hanno poi parlato della suddivisione dei compiti della polizia cantonale e comunale. Tutti si son detti d’accordo che ci vuole un miglior coordinamento tra i due corpi, ma su come ciò debba avvenire, sono emerse nuovamente divergenze. Per Dadò la polizia cantonale non dovrebbe immischiarsi nelle questioni di competenza comunale e viceversa, così come è da evitare che controlli vengano effettuati a 200 metri di distanza l’uno dall’altro. Per Durisch invece è sbagliato togliere la competenza alla polizia cantonale, la quale deve poter operare su tutto il territorio cantonale, mentre la comunale non può operare al di fuori del proprio comprensorio.

E il ministro Norman Gobbi, che porta avanti una politica sui controlli preventivi, cos’ha da dire in tutto questo? “Spero sia d’accordo” ha sottolineato Caverzasio, specificando che il gruppo parlamentare ha una sua autonomia e si assume le responsabilità delle sue decisioni. “Non siamo sotto tutela”. Dal canto suo Dadò ha confermato che ha chiesto certezze ai commissari leghisti prima di aderire al rapporto. “Mi hanno assicurato che ne hanno parlato con il gruppo e di solito anche il Consigliere di Stato partecipa a tali discussioni. Altrimenti potrebbero sorgere dei problemi”.

Se ne saprà sicuramente di più lunedì prossimo quando il Parlamento è chiamato a votare sul rapporto. Nel frattempo i quattro capogruppo hanno affrontato anche altri temi riguardanti la politica cantonale, come i conti dello stato e gli oggetti in votazione il prossimo 5 giugno. Per riguardare la puntata, clicca qui.

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