
Domenica 23 ottobre, ore 9.15 del mattino. Giornata di elezioni federali e seggi aperti fino alle ore 12. Il seggio per gli abitanti di Cassarate e situato all’interno delle scuole. Giunti davanti all’edificio pubblico ci si accorge subito che qualche cosa non funziona. Infatti non è prevista nessuna entrata per coloro che sono impossibilitati ad affrontare degli scalini. I disabili in sedia a rotelle per intenderci. Ma anche chi ha deciso di andare a votare con bambino e passeggino al seguito. Se in quest’ultimo caso la situazione crea solo disagi facilmente superabili, il fatto che un disabile non possa esprimere il suo voto presentandosi di persona al seggio lascia perlomeno perplessi. Naturalmente non ci si può fidare delle apparenze e quindi, entrati nel locale di voto, si chiede se esista un’entrata predisposta per i disabili. Le rispose sono molto vaghe. Allora meglio indagare di persona. Il custode mostra come in effetti fosse predisposta una rampa per disabili, ma siccome ci sono dei lavoro in corso dovuti alla costruzione di una nuova ala dell’edificio scolastico, la stessa è stata rimossa. Si sarà pensato a qualche altra soluzione? No, nessuna possibilità di accesso al seggio in modo autonomo per chi è in carrozzina. La cosa lascia sbigottiti. Qualcuno ci risponde che “il disabile può votare per corrispondenza”.L’educazione impone di rispondere a questa contestazione in modo civile. Anche tutti gli altri i cittadini possono votare per corrispondenza. Quindi perché aprire i seggi? Si potrebbe evitare di farlo risparmiando soldi e tempo, no? Una delle conquiste fondamentali dell’uomo è la libertà di scegliere. Votare è una delle massime espressioni di questa libertà.Paradossale come per poter scegliere chi ci rappresenta alcuni cittadini, che sono parte integrante della nostra società (integrazione…che bella parola, che spesso rimane tale) non possano scegliere il modo in cui farlo. Votare è anche un momento di aggregazione sociale. Per chi è costretto nella quotidianità a molti sacrifici per poter partecipare alla vita sociale, perlomeno la possibilità di voto al seggio dovrebbe essere garantita. Visto quanto sta succedendo ogni voto é determinante.
Abbiamo chiesto l’opinione di Giovanna Masoni-Brenni, capo dicastero del territorio di Lugano, e quindi competente anche per gli edifici pubblici. “Mi spiace molto di questa cosa. Spesso i cantieri provocano dei disagi. Come Municipio siamo molto attenti alle barriere architettoniche e stiamo lavorando per eliminarle. Per quanto successo a Cassarate, mi scuso. Spero vivamente che nessuno sia stato costretto a rinunciare a causa di questa situazione".
Il prossimo 20 novembre ci saranno i ballottaggi per il Consiglio degli Stati, ed in seguito arriveranno le elezioni comunali. Sarebbe auspicabile che vengano fatte le necessarie verifiche nei seggi, al fine di appurare che tutti i cittadini possano avere la possibilità di recarsi nei locali di voto.
Essere vicini alla gente, come i politici intendono fare, può partire anche dalle piccole cose. Piccole cose ma che per alcuni possono significare la differenza tra l’essere parte attiva di una società oppure una semplice firma su un foglio di carta.
E già che ci siamo solleviamo un altro problema. In televisione nessuno si è preoccupato di chiamare un interprete in lingua dei segni che potesse tradurre sia i dibattiti pre-elettorali, sia i commenti che ne sono seguiti? Perlomeno la televisione di stato, che già si preoccupa di fare un’emissione del TG tradotto in lingua dei segni, avrebbe dovuto pensarci. Oppure ci hanno pensato ma non sono stati in grado di farlo. Ma altre televisioni lo hanno fatto, ad esempio la TSR. Ma questa è un'altra, triste, storia. [email protected]
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