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Seduta straordinaria: "Rinunciamo al gettone di presenza"
Seduta straordinaria: "Rinunciamo al gettone di presenza"
Seduta straordinaria: "Rinunciamo al gettone di presenza"
Redazione
8 anni fa
La proposta del deputato di MontagnaViva Germano Mattei è stata inoltrata all'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio

Rinunciare al gettone di presenza in occasione della seduta straordinaria di Gran Consiglio in agenda giovedì 4 ottobre. A proporlo è il deputato di MontagnaViva Germano Mattei, che ha inoltrato l'idea all'Ufficio presidenziale del Parlamento. "Sono tra coloro che hanno chiesto esplicitamente questa seduta, che tiene conto delle competenze del Legislativo. Leggo qua e là critiche per questa seduta - che permetterà di affrontare la problematica che da troppo tempo ci assilla - e dei costi generati dalla stessa, non da ultimo dell’ammontare del gettone di presenza", scrive Mattei, che aggiunge: "Per il gettone di presenza propongo che ad inizio seduta sia proposta la esplicita rinuncia dello stesso. Siamo al servizio del Paese e non delle nostre tasche. Personalmente rinuncio già sin d’ora".

Durante la seduta di giovedì il Gran Consiglio deciderà se impugnare il decreto di non luogo a procedere firmato dal procuratore generale Andrea Pagani per la vicenda dei rimborsi spesa concessi ai membri del Consiglio di Stato. La decisione di mettere in agenda una seduta straordinaria, ricordiamo, è stata presa in quanto la data della prossima tornata ‘ufficiale’ di Gran Consiglio è il 15 ottobre, ovvero ben oltre il termine concesso per inoltrare reclamo alla Corte dei reclami penali.

La convocazione aveva però suscitato qualche perplessità, con il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri che ricordava: “Geniale: la seduta straordinaria costerà più dei rimborsi del Consiglio di Stato. Ed il solito sfigato contribuente paga il conto. Cosa non si fa pur di farsi pubblicità...”

Ai deputati viene infatti versata un’indennità di 200 franchi a seduta (se ci dovesse essere una pausa le indennità sarebbero due) a cui si aggiunge quella di trasferta, pari a 60 centesimi al chilometro.

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