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Ticino
Sedicenti università: "La legge ha portato i suoi frutti"
Redazione
11 anni fa
Su 7 istituti privati che dovevano mettersi in regola, 3 sono stati segnalati dal DECS alla Magistratura. Le multe variano dai 5mila ai 30mila franchi

Si è conclusa con tre decreti d’accusa l’inchiesta per abuso di titoli universitari, avviata dal Ministero Pubblico su segnalazione del DECS dopo che nel marzo 2014 è entrata in vigore la nuova legge universitaria del Cantone. Una legge, ricordiamo, che richiede un’autorizzazione per la denominazione di titoli che fanno riferimento all’università (quindi anche termini come “ateneo”, “politecnico”, “facoltà”, ecc…). Questo per tutelare la formazione offerta.

Ad essere sanzionati dalla Procura sono stati l’Ipus di Chiasso, l’Euraka di Lugano e l’Issea di Agno.

Il primo istituto è accusato di violazione alla legge federale sulla promozione e sul coordinamento del settore universitario e dovrà pagare una multa di 5mila franchi. All’Euraka e l’Issea è stata invece comminata un multa di 30mila franchi per aver abusato di titoli universitari senza l’autorizzazione del Cantone. L'amministratore di quest'ultima ha già annunciato che impugnerà il decreto d'accusa e se caso, ricorrere al Tribunale federale.

In totale sono 7 gli istituti privati, confermano dal DECS, che dovevano mettersi in regola a seguito del cambiamento legislativo. Tre di questi, quelli segnalati e sanzionati, non si sono adeguati alle nuove norme in vigore; altri tre hanno invece eliminato i titoli universitari come richiesto dalla legge; un altro istituto ha preferito cambiare cantone per sviare la nuova norma. 

“Abbiamo patito per anni di questa situazione” racconta il direttore della Divisione della cultura e degli studi universitari Sandro Rusconi. “La nuova legge rispetta la Costituzione federale che sancisce la libertà di commercio, ma limita la denominazione di università per tutelare la formazione. Da questo punto di vista la nuova legge si è dimostrata incisiva. Se poi questi istituti vogliono continuare con la loro attività possono farlo, basta che non utilizzino più il titolo di università".

Nel qual caso il DECS è pronto a segnalare di nuovo i casi alla Magistratura. Ma questa volta le sanzioni rischiano di essere più salate. 

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