
È stata emessa oggi la sentenza riguardante il caso di due degli istituti già segnalati dal DECS alla Magistratura nel 2015 dopo l'entrata in vigore la nuova legge universitaria cantonale. Lo riferisce oggi il Corriere del Ticino. Gli istituti in questione (l’EurAka di Lugano e l’Issea di Agno, un tempo conosciuto come Politecnico di Lugano) erano stati accusati di aver abusato di titoli universitari senza l’autorizzazione del Cantone.
L'amministratore di Issea, l'Istituto Superiore di Studi di Economia Aziendale di Agno accusato di abuso di denominazione per aver definito il proprio istituto "università" e "politecnico", è stato riconosciuto colpevole ed è stato condannato a una multa di 30'000 franchi. Da notare che, presumibilmente per aggirare la legge, la scuola ha successivamente modificato una vocale nella dicitura, cambiando la sua denominazione da "Politecnico" a "Polotecnico".
È stato quindi accolto il decreto d'accusa del procuratore pubblico Andrea Maria Balerna. La difesa del 58enne italiano ha già annunciato ricorso.
Sorte giudiziaria analoga per il segretario-cancelliere dell'EurAka ("Accademia per la medicina della salute, tecnica e economica"), condannato invece a 10'000 franchi di multa per aver utilizzato indebitamente i termini "accademia privata", "scuola di livello universitario" e "Hochschule".
La pena è inferiore in virtù dell'età dell'imputato (un ottantenne tedesco) e - secondo il giudice Siro Quadri - per il minore impatto della scuola sul territorio cantonale.
A settembre approderà in aula anche il caso dell'Ipus di Chiasso (il terzo istituto a non essersi messo in regola, che è pure a rischio fallimento), chiamata a rispondere anch'essa di abuso di denominazione ai sensi della Legge sull'università.
È la prima volta che casi simili approdano in aula in Ticino.
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