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Bellinzona
Sede dei pompieri: si arriva al voto tra rapporti, lettere anonime e lo spettro del referendum
Red.
6 ore fa
Un’altra lettera del gruppo di pompieri anonimi NoCasa mette benzina sul fuoco che sta scaldando la politica bellinzonese, quello relativo alla nuova sede dei pompieri. Dopo mesi di discussioni, la nascita di due rapporti e lo spettro di un referendum, lunedì arriverà l’attesissimo voto in Consiglio Comunale

«Speriamo che nessuno di voi sia prigioniero di logiche di partito o dettami imposti dall'alto». Questo è un estratto di una nuova lettera inviata ai consiglieri comunali di Bellinzona da parte del gruppo di pompieri riuniti nel comitato NoCasa, che restano anonimi per timore di ripercussioni e che si dicono contrari allo spostamento della caserma alla sede ex LATI a Sant'Antonino. Lettera che arriva a pochi giorni dal confronto decisivo dopo mesi intensi. Facciamo il punto: lunedì si voterà su un primo credito da 14 milioni, su un totale di 34 stimati per l'operazione, per acquisire il terreno all'ex LATI e progettare la nuova caserma. Una soluzione sostenuta dal rapporto di maggioranza della Commissione della Gestione, a confermarlo è il presidente Pietro Ghisletta. «Siamo convinti della scelta: lo spazio dell'ex LATI è un comparto interessante in una zona industriale, ha ancora un grande sviluppo a livello edificatorio, e possiamo mettere sotto lo stesso tetto tre enti, cioè i pompieri, la Protezione civile e tutta la parte dei servizi operativi della Città di Bellinzona. Ribadiamo la nostra sensibilità sulla sicurezza: guardando l'intero comparto la soluzione Lati è centrale e i tempi di percorrenza sono stati analizzati e sono funzionali».

«Non c'è certezza sulle capacità di soccorso»

Il fronte d'opposizione, come detto, non manca. È stato infatti stilato anche un rapporto di minoranza che chiede di respingere l'opzione ex LATI. Tra i firmatari c'è Brenno Martignoni Polti: «Una caserma dei pompieri che deve presidiare un territorio deve essere di pronto intervento e non può permettersi situazioni che, ancora oggi sono almeno grigie». Per l'esponente del Noce, «il nuovo insediamento si troverebbe nelle vicinanze del centro commerciale che induce a un traffico importante». Insomma, «ad oggi non c'è la certezza che le capacità di soccorso siano uguali a quelle odierne». Tra i contrari, c'è chi avrebbe preferito l'opzione dell'ex Birreria di Carasso, ventilata già decenni fa, che però il Municipio stima più costosa, circa 44 milioni.

L'ultimo tassello: la lettera

Costo che ritorna anche nella lettera dei pompieri anonimi che, ricordiamo, avevano già espresso le loro opinioni ai membri della Gestione. Sulla lettera, secondo Martignoni Polti «il fatto che dei pompieri, ovvero persone che lavorano sul fronte, facciano sapere quali sono le criticità è qualcosa che va ascoltato, e va ascoltato soprattutto da chi rappresenta la gente in Consiglio comunale». «È stata una lettera che ci ha toccati subito, come Commissione della Gestione», ribadisce invece Ghisletta. Abbiamo incontrato i loro rappresentanti in commissione e abbiamo potuto approfondire questi temi. Ci dispiace però che la lettera resti anonima. Adesso i portavoce sono Tuto Rossi e il signor Rodolfo Quatraccioni... comunque c'è anche tutto il resto del corpo dei pompieri e dei partner affini, quindi la Protezione civile, che abbiamo sentito più volte. Hanno avuto anche occasione di presentare a tutto il Consiglio comunale il nuovo progetto e li abbiamo tenuti assolutamente in considerazione con questo rapporto». 

Lo spettro del referendum

Infine, sullo sfondo c'è poi lo spettro del referendum, che gli stessi pompieri anonimi, così come il MPS di Bellinzona, hanno già preannunciato. «Non avremo mai la soluzione perfetta, né la LATI né la Birreria, però è una soluzione di compromesso che nel giro di due o tre anni può essere realizzata. Siamo assolutamente pronti, come penso lo sia anche il Municipio, a spiegare a tutti i cittadini che vorranno, eventualmente, lanciare questo referendum quali sono i pro e i contro», conclude Ghisletta.