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Secondo tubo del San Gottardo: 8 mesi di ritardo, ma l'obiettivo resta il 2030
© Ustra
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Redazione
5 ore fa
Migliaia di persone hanno visitato il cantiere durante la giornata di porte aperte. Sul fronte dei lavori, la parte sud è completata per circa il 7%, quella nord per il 60%. Dopo lo stop della fresa, si studiano misure per recuperare gli otto mesi di ritardo

Una giornata di sole, temperature gradevoli e tanta curiosità hanno accompagnato la giornata di porte aperte dedicata al cantiere del secondo tubo del San Gottardo. Migliaia di persone hanno potuto conoscere da vicino uno dei principali progetti infrastrutturali in corso e fare il punto sullo stato dei lavori.

Otto mesi di ritardo, l’obiettivo resta il 2030

Sul fronte dei lavori, «la parte sud ha raggiunto circa il 7% di avanzamento, mentre a nord si è arrivati al 60%», spiega il portavoce dell'Ufficio federale delle strade (USTRA) Eugenio Sapia a Ticinonews. Il fermo controllato della fresa sul lato sud ha comportato un ritardo di circa otto mesi. Per reagire alla situazione, «è stato scavato un cunicolo per raggiungere la fresa, mentre i lavori sono proseguiti verso nord con l’utilizzo dell’esplosivo», spiega Sapia. La fresa è ora ripartita e USTRA sta valutando diverse misure di accelerazione per recuperare parte del tempo perso. Secondo Sapia, la lavorazione interessata dal fermo non si trovava sul cammino critico e alcune opere previste più avanti potrebbero essere anticipate. L’obiettivo resta quindi quello di confermare l’apertura del secondo tubo nel 2030.

Le centrali di ventilazione saranno decisive

Lo scavo della galleria non sarà però l’unico elemento determinante per il rispetto dei tempi. Una parte importante del progetto riguarda infatti l’ampliamento delle centrali di ventilazione sotterranee. »Le strutture esistenti del primo tubo non dispongono della capacità necessaria per ventilare anche il secondo«, spiega il capo progetto Udo Opliger. »Saranno quindi realizzate grandi caverne sotterranee, lavori considerati sul cammino critico e destinati a incidere sulla data di apertura«.

Più sicurezza e meno colonne

Una volta completato, il secondo tubo porterà soprattutto benefici sul fronte della sicurezza e della gestione del traffico. In caso di incidente, sarà infatti possibile deviare i veicoli nell’altra canna, evitando la chiusura completa del collegamento nord-sud. Come spiega Eugenio Sapia: «Evitando gli incroci, ci sarà un aumento della sicurezza. Anche in caso di incidente si potrà deviare il traffico sull’altra canna e non chiuderlo, con una riduzione delle colonne. Ma il motivo principale è quello della sicurezza e di dare la possibilità a USTRA di mantenere comunque il collegamento nord-sud aperto senza dovere chiudere il primo tubo per risanarlo».