
A Lugano è stato inaugurato “Secondo Piano”, il nuovo progetto della Fondazione il Gabbiano nato nell’ambito di community Care per NEET. La struttura di via Maderno accoglierà ragazzi dai 15 ai 20 anni che vivono momenti di fragilità, offrendo loro un contesto educativo e sociale capace di restituire fiducia. “Vogliamo riportarli da un secondo piano a un primo piano, renderli protagonisti e dar loro attenzione fin dall’inizio”, spiega il Direttore Generale della Fondazione, Edo Carrasco.
Atelier creativi e formazione concreta
La proposta punta a intercettare i giovani attraverso attività innovative: dalla sartoria alla cucina, dalla fotografia alla musica fino ai podcast. “Abbiamo pensato a laboratori che possano interessarli davvero e aiutarli a ritrovare un percorso formativo o lavorativo”, aggiunge Carrasco. Strumenti che uniscono creatività, educazione e nuove competenze, in linea con le trasformazioni culturali e sociali degli ultimi anni.
Una rete oltre confine
Il progetto si inserisce in una collaborazione transfrontaliera tra Svizzera e Italia: “L’idea è costruire comunità che permettano a chi non studia e non lavora di recuperare una vita attiva. Nessuno ce la fa da solo: serve unire energie e intelligenze per affrontare un problema che mina la società”, sottolinea Alcide Gazzoli, project manager di Community care per NEET. Un’iniziativa che, nelle parole degli organizzatori, mira a diventare un modello stabile di inclusione giovanile.

