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Ticino
Secondino sospeso: accuse di pedofilia in Marocco
Redazione
17 anni fa
Era stato sospeso dalle sue funzioni alla Stampa. Luigi Pedrazzini: 'Pubblico ministero informato. Il funzionario nega le accuse'

Il funzionario cantonale sospeso dalle sue funzioni alla Stampa era stato incarcerato in Marocco per atti di pedofilia e, scrive oggi la Regione, si era quindi procurato il certificato medico per giustificare la sua assenza dal lavoro. Lavoro, appunto, presso il carcere alla Stampa. E proprio sulla questione dei certificati medici risultati retrodatati, il Governo aveva deciso di sospendere l’uomo dalle sue funzioni lavorative. Ma ecco la storia. Il funzionario cantonale, che vive nel Sopraceneri e che si occupa di un laboratorio delle strutture chiuse, era in vacanza ad Agadir con un altro svizzero e un italiano a metà gennaio. E proprio il secondino sarebbe stato il proprietario della casa di vacanza nella località marocchina. “Il luogo della perversione”, come ha scritto il quotidiano locale Libération in data 26 gennaio. Sembrerebbe che la casa fosse sotto stretta osservazione della buoncostume locale, che ha poi fatto irruzione arrestando i tre uomini in flagranza di reato. Oltre ai tre, tutti sulla cinquantina, vi era pure un 22enne del posto. E dopo l’arresto, la perquisizione. Gli agenti hanno trovato preservativi e lassativi. I tre erano frequentatori abituali del luogo e in base a quanto scritto su Libération avevano l’abitudine di contattare minorenni tramite un intermediario del posto, che veniva pagato ogni volta 15-30 franchi. I quattro uomini, i tre svizzeri e il marocchino, sono poi comparsi davanti alla giustizia per rispondere del reato di atti di pedofilia. I due svizzeri sarebbero stati condannati a scontare tre mesi di prigione e a pagare una multa di circa 400 franchi. Ma il funzionario della Stampa ha sempre respinto le accuse. Dal Marocco la vicenda si sposta poi in Ticino, dove il 18 marzo il Consiglio di Stato informa di aver sospeso il secondino per aver presentato - circostanza ammessa - due attestazioni mediche rilasciate da un dottore straniero per giustificare una sua assenza per malattia, poi risultate retrodatate. E le attestazioni erano state firmate da un medico marocchino… Pedrazzini: 'Il Ministero pubblico è stato informato del caso'"La decisione di sospensione immediata e di avvio dell’inchiesta amministrativa è stata presa - ha spiegato il consigliere di Stato alla Regione Ticino - poiché il funzionario aveva prodotto, come da lui stesso ammesso, un certificato medico inveritiero per giustificare la sua prolungata assenza dal lavoro. Durante il colloquio con i superiori il funzionario ha detto di essere stato incarcerato in Marocco e ha pure indicato l’accusa che gli è stata mossa, ma ne ha negato la fondatezza". "L’autorità cantonale non aveva e non ha al momento elementi oggettivi e documenti concernenti le accuse contestate al funzionario, concernenti l’inchiesta e le decisioni della magistratura marocchina: è per questa ragione che non se ne è fatto cenno nel comunicato di settimana scorsa. Nei limiti delle sue possibilità e competenze, il Cantone potrà raccogliere questi elementi nell’ambito dell’inchiesta amministrativa. È stata comunque fatta una segnalazione al Ministero pubblico ticinese con trasmissione delle informazioni raccolte dai competenti uffici".

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