
Troppe assenze per malattia alla Stampa. Il caso, già segnalato due anni fa dal perito Henri Nuoffer nel suo rapporto sull’organizzazione carceraria, è stato anche oggetto di un’interrogazione parlamentare dei deputati Plr Giorgio Galusero e Paola Bagutti, membri della Commissione di sorveglianza sulle condizioni di detenzione. Oggi l'Organizzazione cristiano-sociale ticinese (OCST) e la Federazione agenti di custodia Ticino (FACTi) fanno alcune precisazioni. Innanzitutto sull’interrogazione. “Stigmatizziamo la superficialità che accompagna l’atto parlamentare”. In particolare, nell’interrogazione si afferma che al Penitenziario si è in presenza di “una cronica propensione degli agenti del PCT a assenze per malattia”. “L’interrogazione è superficiale - ci dice Lorenzo Jelmini, sindacalista OCST - perché proprio da due parlamentari, che hanno l’opportunità di verificare la situazione all’interno delle carceri, ci si aspettava che potessero anche valutare le condizioni lavorative dei dipendenti. Ci dispiace che i due deputati non abbiano affrontato con maggior professionalità questo tema”. OCST e FACTi precisano però di essere favorevoli alla verifica interna sulla condotta dei collaboratori del penitentiario. “Proprio da questa verifica - precisa Jelmini - si troverà che la maggior parte dei dipendenti nelle strutture carcerarie svolge il lavoro con professionalità e con molta attenzione”. Ma le precisazioni non finiscono qua. Sì, perché il sindacato cristiano-sociale e la federazione agenti di custodia chiedono alla Divisione giustizia di considerare maggiormente le loro richieste. “Insomma - osserva il sindacalista - occorre più personale". Nelle strutture carcerarie infatti aumentano sempre più i detenuti, il numero dei dipendenti rimane invariato e di conseguenza aumenta lo stress e il carico di lavoro.Infine OCST e FACTi si rivolgono a Galusero, Bagutti e a tutti i parlamentari. Facendo loro un invito particolare, molto particolare. Nel caso in cui i deputati fossero interessati a conoscere la reale situazione del carcere, perché non trascorrerci un breve soggiorno? “Sarebbe molto interessante per loro - termina Jelmini - così potrebbero toccare con mano la realtà che tutti i giorni i dipendenti delle strutture carcerarie devono incontrare”. Foto CdT, fotogonnella
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