
"Ancora promesse" abbiamo scritto, in merito all'esito dell'incontro di ieri tra la deputazione ticinese alle Camere federali e la consigliera federale Eveline Widmer Schlumpf. Un incontro al termine del quale tutti i parlamentari ticinesi, all'unanimità, si sono detti contrari al blocco dei ristorni delle imposte dei frontalieri, promosso in Ticino dalla Lega dei Ticinesi, in cambio dell'impegno della consigliera federale di prendere provvedimenti contro l'Italia nel caso le vertenze con il nostro Paese non siano state risolte entro la primavera 2015.
In realtà quelle di Widmer Schlumpf non sono solo promesse.
Basti pensare, come sottolinea il consigliere nazionale PPD Fabio Regazzi, che la consigliera federale tanto criticata nel nostro Cantone è riuscita a convinvere persino i due parlamentari leghisti, Lorenzo Quadri e Roberta Pantani, nonché il democentrista Pierre Rusconi.
"Che la delegazione ticinese abbia preso all'unanimità una decisione di questo genere non è una cosa da poco" afferma Regazzi.
"Per me sarebbe stato molto più pagante uscire dalla sala spaccando tutto. I ticinesi mi avrebbero probabilmente applaudito" aggiunge. "Capisco che attorno alle trattative tra Svizzera e Italia ci siano molte aspettative e che col tempo si sia creata una sorta di psicosi. Ma reagire in modo impulsivo non è sempre la miglior soluzione. Se noi deputati ticinesi abbiamo deciso di adottare questa linea, all'unanimità, è perché qualche elemento ci è stato dato."
Regazzi spiega che persino Roberta Pantani, stamattina in conferenza stampa, ha annunciato di voler chiamare i consiglieri di Stato leghisti Claudio Zali e Norman Gobbi per spiegare loro i motivi per cui la deputazione ticinese si oppone al blocco dei ristorni. Cosa che la consigliera nazionale avrebbe già fatto in queste ultime ore.
"Stavolta Widmer Schlumpf non ha preso tempo, ha dato un termine preciso" prosegue Regazzi. "Rispetto agli incontri precedenti è un grande passo avanti, per nulla scontato. L'elemento che ha fatto pendere la bilancia, nel nostro giudizio, sono i provvedimenti che ha promesso nei confronti dell'Italia nel caso non succeda nulla da qui alla primavera del 2015. Trovo quindi sbagliato parlare di "ennesime promesse" o di "calata di braghe" della deputazione ticinese. Soprattutto considerando che la consigliera federale ha convinto persino i leghisti..."
AS
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