
Al pari di Amalia Mirante e Laura Riget, anche il vicepresidente cantonale del PS Fabrizio Sirica si è detto pronto a scendere in campo alle prossime elezioni cantonali nella lista socialista per il Consiglio di Stato. Il suo, ricordiamo, è uno dei 5 nomi designati ieri dalla direzione del partito che verranno sottoposti all'approvazione del Comitato cantonale il prossimo 3 ottobre (vedi articoli suggeriti).
“Esco da un’ora di discussione in baracca, dove ho avuto un’intensa discussione con muratori motivati a far valere le proprie condizioni di vita: No a settimane di lavoro di 50 ore, flessibilità estrema, dumping, SÌ alla difesa del prepensionamento – ha postato su Facebook - Allargando lo sguardo alla società, a tutti i lavoratori e alle lavoratrici, ai cittadini comuni come me e la mia famiglia, mi accorgo che le dinamiche sono simili, nonostante tanta ricchezza stiamo sempre peggio! È un continuo attacco dei diritti sociali: pressione sui posti di lavoro, precariato, disoccupazione, tagli agli aiuti, spese che aumentano. Il tutto perché l’avidità di pochi prevale sull’interesse comune”.
Sirica spiega di aver sentito la necessità di mettersi a disposizione “perché sono convinto che se non combatteremo per proteggere la nostra gente (le classi sociali più in difficoltà e il ceto medio, indipendentemente dall’origine), se non faremo capire che nella lotta tra poveri proposta dalla destra non abbiamo nulla da guadagnarci, allora il tutto andrà a peggiorare”.
“Ho valutato per mesi questa candidatura, e anche se ho dovuto prendere decisioni importanti che potrebbero ripercuotersi fortemente sulla mia vita, sono qui perché devo farlo. Perché le storture, le disonestà, i conflitti di interessi, le ingiustizie devono essere denunciate e io lo farò senza peli sulla lingua. Perché un seggio socialista è troppo importante, per il Ticino, non per il partito, e se posso aiutare a difenderlo devo farlo”.
Il vicepresidente cantonale annuncia di non essere una semplice figurina o una pedina di una lista di accompagnamento (“Non sono qui per privilegi, potere o carriera, ma solo e soltanto per quel che ho scritto sopra”) e fa una promessa: “Se verrò eletto in CdS chiederò di percepire lo stipendio medio ticinese”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

