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Ticino
"Se tutte le nazioni europee accettassero Ecopop..."
Redazione
12 anni fa
L'associazione Incontro Democratico prende posizione sull'iniziativa al voto il prossimo 30 dicembre

Anche Incontro Democratico, l'associazione presieduta da Diego Scacchi e di cui fa parte pure il consigliere di Stato Manuele Bertoli, prende posizione sull'iniziativa Ecopop, al voto il prossimo 30 dicembre.

Lo fa tramite un comunicato stampa odierno, attraverso il quale raccomanda ai cittadini di respingere l'iniziativa "perché assurda e contradditoria perfino nei confronti delle idee di chi la propone".

"Un’imposizione rigida dell’immigrazione a 16'000 persone all’anno" scrive Incontro Democratico, "non permette di garantire la copertura del fabbisogno minimo dei servizi indispensabili per quella parte di popolazione svizzera più bisognosa (anziani, malati, ecc.), non garantisce uno scambio e una vitalità sufficiente alla ricerca, alla produzione e alla competitività economica del Paese, andrebbe a stimolare la richiesta di maggiori contingenti di frontalieri e favorirebbe il mercato nero della manodopera."

"La sua applicazione" prosegue l'associazione "comporta un costoso e improduttivo appesantimento delle procedure burocratiche e necessita di un’ulteriore incremento dell’apparato di controllo e lotta al mercato nero degli impieghi. Le conseguenze economiche sia sul piano della competitività della Svizzera nel mercato globale, sia sui costi della socialità, sia sull’allocazione delle risorse (distribuzione contraccettivi) sarebbero alquanto negative."

"La rigidità delle quote di immigrazione" scrive ancora Incontro Democratico "porta inevitabilmente a forti discriminazioni sia verso gli stranieri che nei confronti degli Svizzeri all’estero e non contribuisce certamente a una politica di distensione sul piano locale e su quello internazionale ma sarebbe un ulteriore stimolo al sorgere di movimenti estremisti etnico religiosi simili a quelli attualmente attivi in Medio Oriente. L’immagine di una Svizzera Paese di accoglienza sarebbe così definitivamente cancellata."

"Ci vuole una buona dose di ingenuità" aggiunge l'associazione "nel credere che con un finanziamento unilaterale del controllo delle nascite nei Paesi in via di sviluppo si risolva il problema del sovraffollamento, a meno che lo spostamento di 205 milioni di franchi all’anno per la contraccezione, togliendoli da progetti che favoriscono il benessere reale, sia una cinica speculazione per raccorciare la vita e le probabilità di sopravvivenza di quelle popolazioni. In ogni caso anche gli studi più recenti dimostrano chiaramente che meno benessere e istruzione induce più natalità e quindi maggiore pressione migratoria dalle regioni meno sviluppate a quelle più benestanti."

"Con l’accettazione di Ecopop i rapporti con le altre nazioni saranno più difficili ed essenzialmente conflittuali" si legge ancora nel comunicato stampa. "Quale sarebbe lo scenario se tutte o buona parte delle nazioni europee e mondiali dovessero adottare un loro Ecopop? Quanti sono già ora gli Svizzeri che lavorano all’estero e quanti saranno in futuro? In tal caso si avrebbe perfino la situazione paradossale che un cittadino Svizzero, dopo aver faticato per ottenere un permesso di lavoro all’estero, qualora dopo qualche anno volesse rientrare in patria, non lo possa fare a causa di Ecopop-CH.

"Pure ingenuo è credere che una drastica riduzione dell’immigrazione risolva il problema del clima e del degrado ambientale" conclude Incontro Democratico. "Senza considerare l’attuale contributo negativo della Svizzera sul piano planetario per il clima e per l’ambiente, chiudere l’accesso alla popolazione umana in un territorio esiguo a cavallo delle Alpi non ferma automaticamente gli effetti che provengono dall’esterno. Il clima e l’ambiente sono un problema globale che richiede collaborazione e impegno sia sul piano locale e individuale, sia su quello internazionale e intercontinentale. Questo impegno può funzionare solo tramite una rete di contatti e collaborazioni basate sulla creatività, l’innovazione e la solidarietà. Tutte cose ignorate dall’iniziativa Ecopop basata su dei “non può” e su un’antidemocratica “promozione volontaria della pianificazione familiare a pagamento”."

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