
Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso presentato da Zrian Sherwany contro la decisione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) di non accogliere la domanda di asilo presentata il 22 ottobre 2013. Il 32enne di etnia curda e religione islamica dovrà quindi tornare in Iraq, dove aveva servito come ufficiale nei servizi segreti, prima di fuggire nel 2013 in seguito alle minacce ricevute.
Sul suo capo pende un mandato di arresto per diserzione e, come riferito dal Corriere del Ticino, Zrian teme per la propria incolumità una volta rientrato in patria. “Se torno a casa per me è la fine. Come minimo mi arrestano e una volta dietro le sbarre non voglio nemmeno immaginare che ne sarà di me”.
Stando al TAF non vi sono minacce per lui una volta rientrato a Erbil, nella regione autonoma del Kurdistan dove hanno trovato rifugio anche i genitori.
Ma Zrian, che ha seguito un programma occupazionale in un ristorante di Bellinzona e ottenuto il diploma con la miglior media del cantone e Premio Hotel Gastro & Formazione, non ci sta e si rivolge alla popolazione e alle autorità affinché possano dargli una mano per evitare il rimpatrio.
Tutti i dettagli nell’edizione odierna del Corriere del Ticino
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