
Far frenare le auto automaticamente quando superano i limiti di velocità: è questa l'idea attualmente in fase di valutazione presso la Commissione Europea, che nelle ultime settimane ha fatto discutere sui portali di settore. Il sistema funzionerebbe tramite il riconoscimento dei segnali stradali combinato con i dati del sistema satellitare: nel momento in cui il veicolo supera il limite consentito, il software interverrebbe frenando l'auto in modo automatico. Per il conducente rimarrebbe possibile prendere il controllo per azioni come sorpassi o per schivare ostacoli, ma sul lungo andare dovrà restare nei limiti.
«Dev'essere impeccabile»
Di questa possibilità abbiamo parlato con chi, in questo settore, ci lavora giornalmente: il maestro conducente Mathias Russo, il quale si è detto favorevole al principio. «L'idea di utilizzare questo genere di tecnologia per aumentare la sicurezza stradale è sicuramente molto positiva», afferma a Ticinonews Sera. «Se pensiamo che tra le quattro principali cause di incidente c'è proprio l'elevata velocità, si capisce il potenziale di uno strumento simile». Russo sottolinea però che il sistema dovrà essere impeccabile: «Dal momento che è una tecnologia che decide per noi e aziona direttamente il freno, deve essere super performante per evitare errori, perché prenderà il controllo sul veicolo. Un altro rischio, da non sottovalutare, potrebbe essere quello di attacchi informatici».
«Si rischia un effetto controproducente»
La proposta, in generale, non convince tutti. L'Automobile Club Svizzero (ACS), pur accogliendo con favore i sistemi in grado di migliorare la sicurezza, in questo caso si dice scettico per due ragioni principali. «Il primo motivo è la continua de-responsabilizzazione dell'automobilista, quando invece l'attenzione e la piena gestione delle situazioni di traffico rimangono determinanti. Affidarsi completamente alla tecnologia rischia di avere un effetto controproducente», chiarisce il presidente centrale dell'ACS, Simone Gianini. Il secondo grande tema è quello della privacy: «Il controllo di tutte le automobili e l'influsso diretto di un sistema di intelligenza artificiale sulla loro gestione è estremamente delicato».
La chiave, nel controllo
Al di là del dibattito, un punto resta fermo: i sistemi di assistenza alla guida sono un supporto, non un sostituto del conducente. Lo ribadisce anche Russo con un aneddoto personale: «Qualche mese fa un veicolo mi ha tamponato in retromarcia. Il conducente, uscendo dall'auto, dava la colpa al mezzo della moglie, spiegando di essere abituato a un veicolo di fascia alta con molti automatismi. È l'esempio perfetto di come possiamo cadere nella tentazione di cedere il controllo. In realtà dobbiamo sempre mantenerlo, con le mani sul volante e gli occhi sulla strada».

