
Anche l'ex presidente del Consiglio nazionale Chiara Simoneschi-Cortesi si inserisce nel dibattito sulle nuove norme sui permessi B e G decise dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi.
La popolare democratica lo fa in un'intervista rilasciata in diretta alla radio della Svizzera romanda, la RTS, questa mattina.
"Si tratta di una questione tecnica, di cui non conosco i dettagli" afferma Simoneschi-Cortesi quando le viene chiesto se si tratta di una violazione dei bilaterali. "So però che non si può differenziare cittadini svizzeri e cittadini europei."
La quale poi precisa il suo punto di vista: "In Italia, il mercato del lavoro è molto protetto. È molto difficile accedervi per le imprese svizzere, per esempio nel settore della costruzione. Se Roma a volte alza i toni, anche il Ticino può farlo."
Secondo Simoneschi-Cortesi, il problema dei bilaterali non è però tanto l'accesso al mercato del lavoro.
"I bilaterali sono molto importanti per la Svizzera e anche per il Ticino, ci hanno permesso di avere una crescita" dichiara. "Ma è anche vero che ci sono dei problemi, come la reciprocità o gli abusi. E a Berna si è fatto fatica a capire che il Ticino ha un mercato del lavoro molto diverso da quello del resto del Paese. Abbiamo alla frontiera una regione che ha 10 milioni di abitanti, la Lombardia. Una regione che è in crisi."
Interpellata in merito, l'ex consigliera nazionale critica poi le proposte del Partito socialista per migliorare le condizioni di lavoro in Ticino. "Si tratta di proposte esagerate" afferma. "Siamo a tre mesi dalle elezioni federali e spesso in questo periodo si lanciano idee che non sono realiste e coerenti. Nella costituzione ticinese c'è la libertà di commercio. Ci sono già gli strumenti per combattere gli abusi, non è possibile regolamentare tutto."
Simoneschi-Cortesi difende poi gli sconti per i residenti introdotti per esempio dal Comune di Riva San Vitale o fino allo scorso 30 giugno dal Burger King di Coldrerio, definiti "inaccettabili" dal giornalista romando. "No, non bisogna essere troppo severi nel giudicare queste iniziative" risponde Simoneschi-Cortesi. "Non è razzismo far pagare meno la popolazione locale."
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