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Ticino
"Se riapriamo nel 2022 non ci sarà il 70% degli alberghi"
"Se riapriamo nel 2022 non ci sarà il 70% degli alberghi"
"Se riapriamo nel 2022 non ci sarà il 70% degli alberghi"
Redazione
6 anni fa
Il vice-presidente di HotellerieSuisse Ticino non vede di buon occhio le prospettive del Consiglio federale sul turismo, un settore in grave difficoltà

Alla Conferenza Stampa di ieri a Berna si è parlato della possibilità che il settore turistico riesca a riprendere pienamente solo nel 2022. Cosa ne pensa chi opera nel settore? Al TG Speciale Teleticino ha intervistato Massimo Perucchi, vicepresidente di HotellerieSuisse Ticino per sapere il suo punto di vista in merito: “Non condivido proprio, anche perché in quella data ci troveremmo un settore orfano almeno del 70% degli alberghi" Dunque la situazione al momento è grave? "Abbiamo diversi associati che non arrivano neanche a pagare gli affitti, ma dalla politica non arrivano soluzioni. Sembra quasi di essere l'ultima ruota del carro". Per il momento non ci sono ancora date certe per pensare alle riapertura... "La finestra di crisi del Ticino dovrebbe terminare settimana prossima, quindi se ci regoliamo secondo la Confederazione gli alberghi possono essere aperti. Ma i ristoranti no, i welness no, le strutture di fitness no... non avremo eventi ed attrazioni. Sarebbe come uscire in macchina e non avere le stazioni di benzina per fare il pieno".

La soluzione è il turismo nostrano?Il Governo ha ribadito la necessità di puntare sul turismo nostrano, cosa ne pensa? “Siamo abbastanza scettici sul turismo nostrano: vedo delle difficoltà nel trovare una famiglia di Lugano che prenoti ad Ascona, o viceversa. Per le valli sarà un toccasana, ma non è quello di cui abbiamo bisogno. Sarebbe meglio se, per esempio, come fa una famosa banca Svizzera, fare uno sconto a livello nazionale solo per il Ticino. Il mercato ticinese non è male per la ristorazione, se riesce a riaprire, ma per l’albergheria non tanto". Su che fronte state lavorando? "Stiamo cercando di far capire al Consiglio federale e al Consiglio di Stato che se c'è un'apertura dev’essere un’apertura globale, ma che ci diano date e paletti, ma non possiamo essere orfani della ristorazione o degli eventi"

Cosa potrebbe fare il governoÈ difficile bilanciare economia e politica sanitaria. Cosa vi aspettavate dal Governo?  “La priorità è la salute, noi vogliamo semplicemente delle soluzioni per riaprire. Allo stato attuale, come fa una persona anche solo a recarsi in un buffet a tagliare il pane? Non può. Ci sarà un cambiamento epocale nel turismo” Voi avete in mente delle soluzioni? “Le soluzioni sono state già trasmesse da parte da Svizzera Turismo da Gastrosuisse e HotellerieSuisse al Consiglio federale, stiamo aspettando delle risposte”. Quello che chiedete è quindi un accelerazione, in vista di una stagione importante come quella primaverile ed estiva? “Ormai sappiamo che la stagione non sarà come gli altri anni. Noi ci aspettiamo delle risposte e degli aiuti: siamo passati dal rispondere a clienti insoddisfatti in ticino ad associati che piangono al telefono perché non sanno come andare avanti”.

Il problema degli affittiUn aiuto concreto cosa potrebbe essere? Un prestito a fondo perso? “Per noi è importante contribuire i Costi fissi e gli affitti, abbiamo visto che il Canton Vaud e il Canton Ginevra si sono già mossi. Noi speriamo che il Ticino arrivi il più presto possibile come hanno fatto i due cantoni romandi”.

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