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"Se qualcuno vi dice che qualcosa non si può fare, non credetegli"
"Se qualcuno vi dice che qualcosa non si può fare, non credetegli"
"Se qualcuno vi dice che qualcosa non si può fare, non credetegli"
Redazione
8 anni fa
Ospite a Lugano in occasione dello Swiss Israel Day, lo scienziato di origine belga Zajfman ha spiegato le ragioni del successo israeliano in materia scientifica e tecnologica

Possono la scienza e la tecnologia riuscire dove la diplomazia fallisce o procede a stento? Secondo il prof Daniel Zajfman, direttore dell’Istituto Weizmann di Rehovot, Israele, la risposta è si. "La stessa equazione produce lo stesso risultato sia che la si risolva a Lugano, a Tel Aviv, a Damasco o in qualunque altro posto."

Ospite a Lugano in occasione dello Swiss Israel Day nell’anno in cui si festeggiano i 70 anni dalla nascita di Israele, lo scienziato di origine belga, nato nel 1959 ed emigrato all’età di 20 anni, ha spiegato le ragioni del successo israeliano in materia scientifica e tecnologica: "diversità, diffidenza nei confronti dell’autorità, chutzpah (un termine yiddish che indica audacia e fiducia in se stessi al limite dell’insolenza): se qualcuno vi dice che qualcosa non si può fare, non gli credete.

I semafori e i segnali di stop vanno bene per il traffico, ma non per la scienza. Non fidatevi dei professori, e ve lo dico da professore. "L’Istituto Weizmann ha seguito questa linea di pensiero fin dalla sua fondazione nel 1934 (14 anni prima quindi della nascita di Israele) con il nome di Istituto di Ricerche Daniel Sieff (in onore del figlio del barone Israel Moses Sieff, filantropo e cofondatore) ad opera di Chaim Weizmann, divenuto in seguito primo presidente dello Stato ebraico.

Nel 1955, l'Istituto Weizmann realizzò uno dei primi computer digitali dotato di architettura Von Neumann, il WEIZAC, partendo da un pugno di progetti e avvalendosi del lavoro di ingegneri privi di esperienza in materia ma dotati di grande entusiasmo. Al tempo esistevano ben pochi computer elettronici al mondo e l’utilità di realizzarne uno in Israele era messa in dubbio da molti, tra cui lo stesso Albert Einstein.

WEIZAC si rivelò invece utile per risolvere problemi matematici in campo oceanografico, geofisico e quantistico. La scienza, ricorda Zajfman, non ha colore politico o credo religioso. "La scienza indaga i misteri della Natura, e questi non appartengono a nessun individuo o nazione, ma solo alla Natura. Tutti però possono trarne benefici."

Zajfman ha citato la collaborazione tra l’Istituto Weizmann e la Max Planck Gesellschaft che contribuì alla normalizzazione dei rapporti tra il neonato stato di Israele e la Germania, culminato nell’incontro tra David Ben Gurion e Konrad Adenauer nel 1960.

Oggi, in diversi dipartimenti dell’Istituto Weizmann lavorano ebrei, palestinesi e anche iraniani oltre a ricercatori di molte altre nazionalità. Questo Israel Day in occasione dei 70 anni dalla nascita dello Stato ebraico ha visto gli interventi del capo del DFAE Ignazio Cassis, del direttore del Dipartimento delle Istituzioni del Canton Ticino Norman Gobbi, del Sindaco di Lugano Marco Borradori e della consigliera nazionale argoviese e presidente ASI Corina Eichenberger.

Presente anche l’ambasciatore israeliano Jakob Keidar. Molto apprezzato l’intrattenimento musicale della cantante Einat Betzalel, solista dell’orchestra sinfonica di Berna "L’Orchestre Festival", che ha trascinato l’audience nella “Horah”ed eseguito sia Hatikvah che il Salmo Svizzero – quest’ultimo in un ottimo italiano.

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