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Ticino
"Se Modenini è intelligente, chieda scusa..."
"Se Modenini è intelligente, chieda scusa..."
"Se Modenini è intelligente, chieda scusa..."
Redazione
10 anni fa
Igor Righini difende Ivo Durisch e invita il direttore di Aiti a un dibattito politico che non si riduca a un "offensivo tweet"

Igor Righini si inserisce nella polemica che ieri ha visto protagonista il direttore di Aiti Stefano Modenini, che via Twitter aveva attaccato il socialista Ivo Durisch definendolo "un ignorante che dovrebbe vergognarsi di fare politica". Post poi ridimensionato, nel quale affermava che Durisch è intelligente, ma "non può permettersi di fare di ogni erba un fascio e parlare di economia a basso valore aggiunto". 

Oggi il presidente del PS scende in campo a difesa del suo capogruppo in Gran Consiglio. Qui di seguito il suo testo intitolato "la realtà e il futuro del lavoro nel nostro Cantone valgono più di un offensivo tweet". 

"L’immediatezza e l’incisività dei messaggi emessi e pubblicati è una delle grandi qualità delle reti sociali, in particolare di Twitter" scrive Righini. "Questa qualità nasconde tuttavia una trappola che diventa reale soprattutto quando la debita attenzione e un minimo di riflessione vengono meno, sopraffatte dall’istinto.

È quanto è accaduto a Stefano Modenini, direttore dell’Associazione industrie ticinesi (AITI). Oltre a verificare la corretta ortografia del cognome di Ivo Durisch, Stefano Modenini avrebbe potuto anche riflettere qualche istante prima di rendere pubblico l’offensivo messaggio destinato al capogruppo del PS in Gran Consiglio. Dopo il suo primo messaggio, Stefano Modenini ha cercato di correggere parzialmente il tiro, scrivendo che Ivo Durisch è una persona intelligente. Quest’affermazione, malgrado sia vera e faccia piacere a Monsieur de La Palice, non equivale però a delle scuse pubbliche che – in un caso come questo – una persona intelligente e responsabile dovrebbe presentare più che esigere.

Il fatto politico, sollevato da Ivo Durisch a "Il Quotidiano", cui Stefano Modenini ha fatto riferimento, avrebbe comunque meritato una reazione critica differente, la comprensione del contesto e almeno qualche argomento. È infatti indubbio che in Ticino vi siano salari più bassi comparati al resto della Svizzera, una quantità minore di lavoratori altamente qualificati, una struttura economica in cui la mano d’opera a basso costo è un fattore più importante che nel resto del Paese. Questi sono dati oggettivi, resi pubblici sia dall’Ufficio federale di statistica sia dal Consiglio di Stato ticinese, che vengono anche citati in "Canton Ticino – Struttura e prospettive" : un documento che non è affatto di sinistra, ma che è stato pubblicato dal Crédit Suisse.

Questo documento indica ad esempio come l’accessibilità di una regione sia fondamentale per il suo sviluppo economico. Un’accessibilità che implica investimenti nella rete di trasporti pubblici, imperativi soprattutto nelle valli del nostro Cantone, perché un tessuto economico più solido e meno incline alle crisi congiunturali possa svilupparsi anche in Ticino. Una realtà economica fondata sulla produzione di alto valore aggiunto, anche tecnologico e industriale, comparabile a quella dei Cantoni svizzeri che registrano un aumento del PIL pro capite molto migliore di quello ticinese, accompagnati da salari nettamente superiori a quelli del nostro Cantone. Dei Cantoni che hanno saputo affrontare e realizzare una riconversione strutturale che in Ticino non è ancora avvenuta.

Questo è il fatto politico e la sfida riguardo questo aspetto del lavoro in Ticino sollevata dal PS e che il PS intende non solo affrontare, ma soprattutto contribuire a risolvere. Perciò, oltre a impegno e serietà, questo tema richiede anche un importante dibattito politico che non può venir ridotto a un malaugurato e offensivo “cinguettio" sulle reti sociali".

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