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Ticino
“Se ci comportiamo bene i numeri rimarranno bassi”
Marco Jäggli
5 anni fa
Christian Garzoni commenta l’aumento dei contagi, dovuto probabilmente alla variante Delta, che interessa anche il nostro cantone. Secondo il medico questo è dovuto a un certo rilassamento, che però non deve diventare una dimenticanza della situazione

Oggi in Ticino si sono registrati 38 casi di coronavirus, cui si aggiungono 5 ricoveri in ospedale di cui uno, ha specificato Giorgio Merlani, in terapia intensiva. È un segno che la pandemia sta ripartendo anche nel nostro cantone, nonostante i buoni risultati della campagna vaccinale? Teleticino ha interpellato in merito il direttore sanitario della Clinica Moncucco Christian Garzoni.

Perché ricominciano ad aumentare i contagi nonostante i vaccini?
“Anch’io mi sarei aspettato una situazione migliore rispetto a quella odierna. Di positivo quest’anno abbiamo proprio i vaccini e abbiamo un quinto della popolazione che ha fatto il virus. Abbiamo però anche dei punti a sfavore: una diminuzione della restrizioni -con le persone che sono più libere e fanno meno attenzione rispetto all’estate scorsa- e abbiamo anche un problema con le varianti. Ricordo che l’anno scorso avevamo la variante base del virus, poi è arrivata quella inglese che era già più ‘appiccicosa’ del 50% e ora abbiamo quella Delta che è ulteriormente trasmissibile. La somma di tutto questo sembra indicare che non viviamo più una diminuzione costante ma un aumento”.

Ma i casi registrati finora, quindi, bisogna registrarli proprio sotto la variante Delta?
“I dati svizzeri arrivano sempre con un po’ di ritardo rispetto al giorno del contagio perché viene applicata una procedura speciale. Però l’impressione è che anche in Svizzera, come in tutt’Europa, la percentuale della variante Delta aumenti. Eravamo ‘in ritardo’ rispetto ad altri paesi europei, pensiamo all’Inghilterra o alla Spagna dove si registravano già l’80% dei contagi da variante Delta, mentre noi eravamo ancora al 30% fino a qualche tempo fa. Pensiamo però che questa variante tenderà a diventare quella preponderante: ci sarà quindi un aumento di trasmissione e forse, purtroppo, anche a qualche caso grave in più vista l’aggressività leggermente maggiore”.

Si è sempre detto che il problema non è tanto la contagiosità ma la possibilità che gli ospedali e le terapie intensive tornino a riempiersi. Siete preoccupati?
“Sono due facce della stessa medaglia: abbiamo il numero di casi che aumentano però è anche vero che di questi casi la maggior parte è in persone di età giovane o molto giovane. Purtroppo però, in mezzo a questi tanti casi non gravi, ogni tanto qualcuno sarà grave. Il fatto che abbiamo nuovamente dei pazienti ricoverati, oggi 5 con anche uno in cure intense, ne è l’espressione. In sintesi: tanti casi per fortuna non vanno in ospedale, ma se si continua così il rischio che qualcuno ci finisca aumenta”.

Una domanda molto pratica: è vero che se siamo vaccinati non possiamo trasmettere il virus agli altri?
“Il vaccino offre un’ottima protezione, dal 95% per le varianti normali al 90% per la variante Delta. Tuttavia non offre un 100% quindi un certo grado di prudenza resta da applicare. Io direi che oggi non c’è nessuna fretta di dire ‘aperto tutto e buttiamo le mascherine’: è sempre meglio tenerle, abbiamo imparato a usarle lo scorso anno, non è il momento di toglierle ora specie con i numeri che tendono ad aumentare”.

Ci siamo limitati ad analizzare i dati, ma sulla base della sua esperienza cosa si aspetta? Questa quarta ondata arriverà?
“È una domanda difficile, come ho spesso detto anche in passato. Come ho detto all’inizio tantissimi elementi pronosticavano un’estate ancora migliore della precedente, dai vaccini alla gente che ha fatto la malattia. All’atto pratico i numeri aumentano e questo è dovuto anche al fatto che la popolazione è stufa. Se con questo aumento ritornerà anche la consapevolezza che il virus c’è ancora e la gente si comporterà responsabilmente io penso che i numeri rimarranno bassi. Se invece si aprirà tutto e continuerà così qualche problema potremo anche averlo, anche se con che numeri e che conseguenze è difficile dirlo”.
Ha un messaggio da dare a chi ci sta seguendo?
“Ne do due: abbiamo un’altra arma contro la malattia che sono gli anticorpi monoclonali, invito dunque coloro che hanno una diagnosi precoce di malattia di contattare subito l’ente ospedaliero o la Clinica Moncucco perché potrà ricevere, se ha fattori di rischio, degli anticorpi che riducono la possibilità di un decorso grave. Il secondo appello è quello del buonsenso e della prudenza: abbiamo fatto molta attenzione, va bene rilassarsi ma non vuol dire dimenticarsi. Il virus c’è, facciamo attenzione e le cose andranno bene”.

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