
“Sono molto amareggiato e arrabbiato perché dai miei collaboratori pretendo un grande rispetto per l’onore e il privilegio di lavorare per lo Stato. Non possono tradire questa fiducia tra Stato e cittadino”, così si è espresso Norman Gobbi ai microfoni di Teleticino in merito alla vicenda del funzionario Simone Orlandi, implicato e reo confesso in un commercio di targhe normalmente messe all’asta dal Cantone. “Come capo Dipartimento”, ha aggiunto Gobbi, “il fatto mi preoccupa perché vuol dire che non siamo immuni, ma questo deve esserci d’insegnamento nel continuare a implementare sistemi di controllo che per fortuna però funzionano, perché questa segnalazione è partita proprio dalla Sezione della Circolazione che ha informato il Consiglio di Stato che poi ha denunciato al Ministero pubblico”.
Questa mattina Teleticino ha sentito, a microfoni spenti, chi ha denunciato questo fatto dopo essersi reso conto che nel sistema d’asta delle targhe c’era qualcosa che non andava. Da qui è partita la denuncia che ha portato all’arresto del 34enne e del 48enne acquirente. Tutte le targhe vendute in questo modo hanno meno di 5 cifre e all’asta hanno un grosso valore, che può raggiungere addirittura i 30-40’000 franchi per quelle a due cifre. Sempre stando a informazioni di Teleticino quella della targhe non sarebbe l’unica questione ad interessare Orlandi, anche se per il momento non c’è niente di ufficiale. Interpellato in merito, il consigliere di Stato Norman Gobbi ha replicato che: “Se dovesse esserci qualcosa di più lo chiarirà l’inchiesta penale”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

