
In vista dell'imminente dibattito in Gran Consiglio sul Parco del Piano di Magadino, in un comunicato congiunto le associazioni ambientaliste ATA, WWF, APM, Pro Natura e Agrifutura ribadiscono la loro posizione nel voler mantenere separate le questioni del Parco del Piano e il progetto stradale A2-A13.
"Il Parco del Piano di Magadino non ha alcuna relazione diretta col progetto stradale A2-A13" si legge nel comunicato. "Non v’è dunque ragione di condizionarlo al futuro collegamento stradale per il Locarnese, come vogliono fare alcuni deputati del Gran consiglio. L’operazione rischia anzi di essere un fallimento completo: le associazioni ambientaliste non si sentirebbero più vincolate dall’accordo raggiunto, dopo lunghi e difficili negoziati, sui possibili tracciati della strada. Né la Confederazione sarebbe più propensa a realizzare il collegamento, se questo risulta nuovamente controverso".
Per le associazioni il Parco fa parte di un riassetto del Piano di Magadino che riveste una grande importanza per l’agricoltura, la salvaguardia degli ultimi spazi verdi rimasti in pianura, il paesaggio, le zone protette, uno svago per la popolazione e un'attrazione turistica per l'intera regione. "Bloccarlo ora" sottolineano le associazioni, "vincolandolo alla realizzazione d’una nuova strada verso Locarno, significa solo rinunciare a questi vantaggi, senza una contropartita certa".
Secondo le associazioni il collegamento A2-A13 è attualmente bloccato per soli motivi finanziari, dato che l'Ufficio federale delle strade vuole imporre i tratti in galleria a due canne, ciò che fa lievitare sensibilmente i costi. A livello cantonale, fanno notare ancora le associazioni, i tracciati concordati sono meno problematici da questo profilo. "Ma non è certo vincolando il parco alla strada" precisano, "che si uscira da questa situazioni di stallo. Anzi, se cade l’accordo sul Parco del Piano di Magadino le associazioni non si sentiranno più vincolate neppure dal compromesso trovato per la strada. In questo scenario il Locarnese rischia di rinviare ancora una volta il progetto stradale alle calende greche, senza ottenere neppure il parco del Piano, con tutti i vantaggi legati a questo importante progetto territoriale".
Le associazioni invitano dunque i deputati in Gran Consiglio a vagliare attentamente la questione e ad approvare il progetto del Parco del Piano di Magadino. "Non c'è alcuna ragione di attendere cosa decida "Berna", concludono. "Le associazioni si aspettano dal Gran Consiglio che esso decida lui stesso sul destino del nostro territorio, laddove può farlo, come nel caso presente, ragionevolmente e in tutta autonomia".
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