
Con un memoriale di tre pagine scarse Ivan Pau-Lessi, già capo dell’Ufficio delle famiglie e dei minorenni, illustra al Consiglio di Stato la sua versione di ciò che avvenne nel 2005 quando l’ex funzionario incontrò alcuni giovani che puntavano l’indice contro la persona condannata per coazione sessuale, il 59.enne pure alle dipendenze del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) in una funzione che lo portava ad essere a stretto contatto con molti giovani, specie del Forum cantonale del giovani che aveva visto la luce nei primi anni del Duemila.
Pau-Lessi, a seguito del clamore mediatico prodotto dal processo e per il fatto che il suo nome, seppur non fatto espressamente in aula, era facilmente identificabile, ha deciso di dire la sua, rivolgendosi al Consiglio di Stato, con una lettera che il portale del Corriere del Ticino è in grado di anticipare.
"Le accuse che mi vengono ora mosse mi lasciano totalmente interdetto, incredulo, disorientato" - commenta Pau-Lessi nello scritto pubblicato da CdT.ch - "in effetti nel 2005 (tredici anni fa!) alcuni ragazzi del Forum dei giovani mi avevano chiesto un incontro. In occasione di quell'incontro i tre giovani mi vollero raccontare di comportamenti discutibili tenuti dall'operatore sociale, delle sue modalità nello svolgere il suo ruolo di sostegno per I'organizzazione del Forum e del fatto che ci provava con le giovani. Io presi atto di queste dichiarazioni e il giorno dopo mi feci degli appunti, riconoscendo la delicatezza di quanto riferitomi. In nessun caso, tuttavia, qualcuno mi parlò di rapporti sessuali, men che meno estorti. Fosse stato così lo avrei segnato nelle mie note dell'incontro e, evidentemente, ne avrei parlato con i miei superiori".
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